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SPECIALE ELEZIONI | Le sfide principali del Nord

(di Simone D’Ambrosio, Lucio Valentini, Nicola Mente, Miloš Malinić, Fabrizio Tommasini, Cristiano Somaschini, Mattia Caiulo, Andrea Sangermano, Carlandrea Poli)

BOLOGNA – Domenica 12 giugno appuntamento con le elezioni amministrative in 978 Comuni d’Italia: tra questi, ci sono quattro capoluoghi di Regione (Genova, L’Aquila, Palermo e Catanzaro) e 26 capoluoghi di provincia. Sempre domenica, i cittadini di tutta Italia saranno chiamati a esprimersi su cinque referendum in materia di giustizia che sono stati ritenuti ammissibili dalla Corte Costituzionale. Le urne saranno aperte dalle 7 alle 23.

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Per i Comuni sopra i 15mila abitanti, nel caso in cui nessun candidato conquisti il 50% più uno dei voti, è previsto un ballottaggio che si svolgerà il 26 giugno. In questo caso, al secondo turno, al candidato sindaco potranno essere collegate liste differenti al primo. Nei Comuni sotto i 15mila abitanti si vota con il sistema maggioritario secco, in pratica vince chi si aggiudica più voti.

LIGURIA

A GENOVA SFIDA TRA IL FAVORITO BUCCI E DELLO STROLOGO

È la città più grande d’Italia che andrà al voto, anche se non la più popolosa. Ai blocchi di partenza si presentano in sette. Il super favorito della vigilia è il sindaco uscente, Marco Bucci, sostenuto da tutto il centrodestra unito. Nella sua metà campo si punta a una riconferma già al primo turno. Per insediarsi a Palazzo Tursi, cinque anni fa, gli era servito il ballottaggio contro il candidato del centrosinistra ed ex assessore dell’allora uscente giunta Doria, Gianni Crivello. Per puntare al secondo mandato, ha ampliato i confini della sua coalizione: nelle sue liste civiche, infatti, compaiono anche candidati di Italia viva e Azione, con l’appoggio diretto di Matteo Renzi e Carlo Calenda, ma senza simbolo dei rispettivi partiti.Principale avversario di Bucci è Ariel Dello Strologo, sostenuto da tutto il centrosinistra parlamentare e dal M5s, che invece cinque anni fa si era presentato in autonomia con Luca Pirondini. Già presidente della comunità ebraica genovese, Dello Strologo, di professione avvocato, era stato anche presidente della società Porto antico, con giunte di centrosinistra. Per lui, il primo obiettivo è raggiungere il ballottaggio per provare a ribaltare una contesa considerata da molti troppo scontata. Tra gli altri sfidanti, il senatore ex pentastellato e ora esponente dell’Alternativa, Mattia Crucioli: la sua lista anti draghiana, “Uniti per la Costituzione”, abbraccia dalla destra di Italexit di Gianluigi Paragone alla sinistra del Partito comunista di Marco Rizzo. Due le candidate della sinistra radicale: Antonella Marras, per Rifondazione comunista, Pci e sinistra anticapitalista, e Cinzia Ronzitti, per il Partito comunista dei lavoratori. Completano il quadro, il no vax Martino Manzano e l’imprenditore Carlo Carpi.

A LA SPEZIA PERACCHINI (E IL CENTRODESTRA) CERCANO IL BIS

La Spezia è il secondo comune capoluogo di provincia in Liguria chiamato al voto domenica. Ben dieci i candidati sindaco che si presentano alle urne. Il favorito della vigilia è il primo cittadino uscente Pierluigi Peracchini, che cinque anni fa aveva consegnato la città al centrodestra, dopo oltre quarant’anni ininterrotti di centrosinistra. Per lui, che gode del pieno appoggio del governatore Giovanni Toti, la coalizione si ripresenta compatta alle urne, non senza turbolente fibrillazioni nei mesi che hanno preceduto la campagna elettorale. Sull’altra metà campo, nella città del ministro Andrea Orlando, centrosinistra e M5s uniti schierano Piera Sommovigo.Italia viva, che qui può contare sui non pochi consensi della luogotenente renziana in Liguria, Raffaella Paita, ha optato per la corsa in tandem con il Psi, schierando Antonella Franciosi. Azione fa da sé con Andrea Buondonno. In area centrodestra, ma con lista civica dopo l’addio a Forza Italia, di cui era commissario provinciale, anche Nanni Grazzini, che potrebbe sottrarre voti preziosi a Peracchini e costringerlo al ballottaggio con Sommovigo.

VENETO

A VERONA IL CENTRODESTRA SI PRESENTA DIVISO

A Verona il centrodestra si presenta diviso. I problemi sono iniziati nel 2021, quando il sindaco uscente oggi ricandidato Federico Sboarina – eletto come civico di centrodestra nel 2017 – ha deciso di aderire a Fratelli d’Italia. La scelta è stata vissuta come una sorta di tradimento dalla Lega, che fino all’ultimo è stata combattuta tra confermare l’appoggio a Sboarina e sostenere la ricandidatura dell’ex sindaco Flavio Tosi, già primo cittadino in quota Lega dal 2007 al 2017, che quest’anno torna a candidarsi. Alla fine la Lega sostiene Sboarina, e così fa Coraggio Italia. Forza Italia invece appoggia Tosi e non è escluso che parte della base della Lega ci stia facendo un pensiero. Anche perché un eventuale plebiscito per Sboarina finirebbe per rafforzare Fratelli d’Italia, che potrebbe poi avanzare richieste a livello regionale. Il candidato del centrosinistra, sostenuto da Partito democratico e Movimento 5 stelle, è invece l’ex calciatore Damiano Tommasi, sceso in campo con una campagna dalla strategia insolita: ha evitato foto e incontri con tutti i leader di partito arrivati in città per sostenerlo e si è concentrato sul programma, che parla di una Verona che “rifiuta le divisioni” e che punta sulla “condivisione” per “unirsi invece che dividersi”.

A PADOVA L’USCENTE GIORDANI PUNTA A RICONFERMA AL PRIMO TURNO

Il sindaco uscente Sergio Giordani, civico di centrosinistra, pare il favorito: secondo i sondaggi commissionati dal suo entourage potrebbe essere rieletto già al primo turno. Del resto in questi cinque anni il noto imprenditore è riuscito a collaborare in modo efficace con Regione e Governo, sbloccando diversi progetti come quello del nuovo Policlinico Universitario e le linee Sir 2 e Sir 3 del tram. Inoltre, il centrodestra ha faticato a trovare un candidato che mettesse tutti d’accordo, anche per via della necessità di bilanciare la contrattazione sul sostegno a Federico Sboarina a Verona, convergendo infine sull’imprenditore e dirigente sportivo Francesco Peghin. E proprio lo scorso sabato quest’ultimo ha dichiarato di essere stato aggredito con un pugno da uno sconosciuto alla Festa dello Sport, dando a Giordani la responsabilità politica dell’accaduto. Del resto la sua campagna elettorale è incentrata principalmente sul tema della sicurezza.

LOMBARDIA

DI STEFANO PER RESTARE A SESTO SAN GIOVANNI, CENTROSINISTRA DIVISO

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