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Scuola, al via il ‘Campus del non confine’ a Procida

ROMA – Tre giornate dense di attività, esplorazioni e laboratori innovativi per interrogare il concetto di confine, proprio dove l’orizzonte sterminato del mare mostra chiaramente la sua natura coercitiva e convenzionale. Il ‘Campus del non confine’ è approdato sull’isola di Procida e coinvolgerà 35 studenti e studentesse, 20 docenti e 10 dirigenti scolastici provenienti da 8 regioni italiane in un percorso innovativo e multidisciplinare di tre giorni. La scelta di questo luogo d’eccezione non è casuale, perché Procida è “l’isola che non isola”, come recita lo slogan con cui si è aggiudicata il prestigioso titolo di Capitale italiana della cultura 2022, un crocevia di culture millenarie, un luogo d’incontro in cui i confini si trasformano in un infinito praticabile.

L’iniziativa, ideata dalle docenti Alessandra Marcaccio e Marina Di Foggia dell’IIS ‘Einaudi – Polo tecnico professionale per il Turismo e l’Economia del mare’ di Roma, in collaborazione con l’IIS ‘Caracciolo’ di Procida, con il patrocinio dal Comune di Procida, rientra nel più ampio progetto denominato ‘Human interaction – No stereotypes, just digital opportunities’ dedicato all’implementazione delle competenze di innovazione culturale e digitale dei ragazzi, in particolare con l’utilizzo dell’approccio SteAm. La metodologia è caratterizzata da una sperimentazione costante che utilizza scienza, tecnologie, ingegneria, arte e matematica come riferimenti per orientare il percorso trasversale e laboratoriale che ha come obiettivo l’attivazione di un processo creativo. Il viaggio è iniziato questa mattina con la cerimonia d’apertura all’IIS ‘Caracciolo’, l’istituto nautico dell’isola che ha ospito l’evento. Tanti i saluti istituzionali che hanno stimolato i ragazzi, i docenti e i dirigenti presenti, fra cui il videomessaggio del ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, dell’assessora alla Cultura della Regione Campania, Lucia Fortini, del vicepresidente di Confindustria, Giovanni Brugnoli, del dirigente dell’USR Campania, Ettore Acerra, solo per citarne alcuni.

IL MINISTRO BIANCHI: LA DEMOCRAZIA È UN PERCORSO DA COSTRUIRE CON CAPACITÀ CRITICHE

“L’isola che non isola non è un gioco di parole- ha dichiarato il ministro Bianchi- è una volontà, una capacità di saldare una comunità, quella di Procida, che vuole fare del suo essere isola un punto di riferimento, per proporre una società che non vuole mettere al margine, che non vuole isolare. Questi tre giorni di lavoro molto ricchi, che parlano di futuro e futura, vanno in questo senso. Permettono di offrire a voi ragazzi e ragazze tutte quelle competenze e conoscenze, per tenere sempre a mente che la democrazia è un percorso, un cammino da costruire anche con capacità critica”. Se le competenze tecnologiche e digitali sono indispensabili per non restare indietro in un mondo sempre più connesso, ha aggiunto il ministro, non bisogna mai trascurare gli altri saperi, proprio come prevede la metodologia SteAm. “Dobbiamo usare tutti i linguaggi che ci permettono di andare al di là delle parole, che sono fondamentali- ha concluso Bianchi- ma è anche necessario trovare tutte quelle parole non dette che possono essere comune condivisione di tecnologie, di capacità visuali, di capacità espressive”.

DAL PILOTAGGIO DI DRONI ALLA REALTÀ AUMENTATA

Il direttore dell’USR Campania, Ettore Acerra, si è soffermato sul titolo del progetto, che ha definito “fortemente evocativo”. “Siete sulla strada giusta- ha dichiarato Acerra- perché è bello lavorare insieme per un obiettivo comune, soprattutto in un momento storico come questo, in cui non abbiamo bisogno di confini, ma abbiamo bisogno di ponti, di stare insieme in tutti i sensi”. “Siamo orgogliosi di ospitare questo evento- ha detto la dirigente scolastica dell’IIS ‘Caracciolo’, Maria Saletta Longobardo- perché la curiosità e la ricerca connotano da sempre la nostra scuola. La ricerca che permette di mettere in discussione le proprie certezze per crescere ancora, per stare sempre al fianco dei ragazzi e delle ragazze”. Saranno loro, infatti, i veri protagonisti di questi tre giorni, durante i quali apprenderanno delle tecniche innovative, dal pilotaggio di Droni alla manipolazione della realtà aumentata con l’ausilio dei visori VR, dalle esplorazioni psicogeografiche dell’isola fino ai momenti di socialità e condivisione delle nozioni apprese. “Il nostro faro è ed è sempre stato questo: far fiorire il protagonismo dei ragazzi e delle ragazze- ha commentato Marina Di Foggia, coautrice dell’evento- Di fronte alla loro comprensibile noia rispetto alla didattica tradizionale, abbiamo capito che dovevamo spostarci, riconoscendo il valore dell’errore e smettendo di puntare il dito dal pulpito delle nostre cattedre. Il nostro è il lavoro più bello, perché insegnamo e impariamo contemporaneamente, ma solo se sappiamo ascoltare tutto ciò che i ragazzi hanno da dirci”.

LA PRESENTAZIONE DEL PROGRAMMA

“Insegnare significa ‘lasciare il segno’ e noi cerchiamo di farlo ogni giorno in classe mettendo al centro le esigenze dei ragazzi- ha dichiarato Alessandra Marcaccio, l’altra docente organizzatrice- e questi tre giorni dimostreranno che possiamo farlo ovunque, perché la comunità scolastica è unica, siamo noi, studenti docenti e dirigenti, tutti insieme, a prescindere di dove siamo. La comunità scolastica è ovunque ci sia la voglia di imparare insieme, gli uni dagli altri, senza confini prestabiliti”. La mattinata si è chiusa con la presentazione del ricco programma di questi giorni, dei laboratori di droni e visori per studenti e quelli di modellazione 3D per i docenti. Infine gli studenti sono stati suddivisi in 6 team che dovranno elaborare una proposta creativa coerente con le finalità del progetto: oltrepassare i limiti dei confini conosciuti per esplorare l’universo infinito delle possibilità.

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