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Rifiuti, Tar Lazio accoglie il ricorso di Roma Capitale: niente commissariamento dalla Regione

ROMA – Roma Capitale non potrà essere commissariata dalla Regione Lazio sui rifiuti, perché l’ordinanza dello scorso 1 aprile del presidente Nicola Zingaretti non poteva imporre al Campidoglio di individuare gli impianti mancanti per raggiungere l’autosufficienza nella gestione utilizzando attraverso quanto disposto dal Testo Unico dell’Ambiente. La sezione I quater del Tar Lazio ha accolto il ricorso di Roma Capitale ed annullato in parte l’ordinanza del governatore. È vero che manca un piano impiantistico che garantisca a Roma Capitale l’autosufficienza nel trattamento, la trasferenza e lo smaltimento dei rifiuti che produce ma la Regione non poteva utilizzare lo strumento dell’ordinanza contingibile e urgente per imporre al Campidoglio i suoi doveri. Lo ha scritto lo stesso Tar Lazio con una nota per spiegare il senso della sentenza breve con la quale ha accolto il ricorso presentato dall’amministrazione Raggi e annullato l’ordinanza del presidente della Regione, Nicola Zingaretti, dello scorso 1 aprile nella parte in cui obbligava Roma entro 30 giorni a indicare aree per discarica e tmb. “I giudici amministrativi hanno osservato che la complessa attività di gestione del corretto ciclo dei rifiuti richiede una attività sinergica ad opera di tutti gli Enti preposti alla cura di un settore così delicato – prosegue la nota -, attività che è prefigurata e disciplinata per i diversi livelli di governo del territorio da disposizioni di legge nazionale e di legge regionale”. “L’ordinanza contingibile e urgente è utilizzabile, inoltre, soltanto in via provvisoria, sussidiaria e straordinaria, quando la norma non preveda un atto amministrativo tipico è una specifica competenza ad adottarlo”, scrive ancora il Tar.

RAGGI: “GIUDICI HANNO SGOMBERATO IL CAMPO DA OGNI ALIBI, ORA LA REGIONE COLLABORI”

“I giudici hanno sgomberato il campo da ogni alibi. Non si può fare politica su un tema così delicato, sulle spalle dei cittadini. È arrivato il momento che la Regione collabori per cercare soluzioni fattibili e concrete”. Così su Facebook la sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha commentato la sentenza del Tar Lazio che ha annullato in parte l’ordinanza del governatore Nicola Zingaretti, scongiurando di fatto il commissariamento della Capitale per la realizzazione di una discarica e dei tmb mancanti. “Il Tar del Lazio ha accolto il nostro ricorso e ha annullato l’ordinanza con cui il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti imponeva a Roma Capitale di indicare una discarica dentro la città – ha spiegato – Si tratta di una vittoria per tutti i cittadini e tutti i territori che, da troppi anni, pagano scelte scellerate calate dall’alto. Ora la Regione Lazio non ha più alibi”. Raggi ha ricordato che “dopo la chiusura della discarica di Malagrotta nel 2013 non sono mai state costruite valide alternative, neppure nell’ultimo, insufficiente, piano rifiuti regionale. A questo si aggiunge le chiusura di diverse discariche e impianti del Lazio, uno dei quali al centro dell’indagine che ha portato agli arresti della responsabile della direzione Rifiuti della Regione Lazio, per ipotesi di corruzione. Questi sono i fatti”. Per la sindaca “le soluzioni esistono. Alcune di esse sono state individuate nel nuovo piano industriale di Ama, che prevede anche la realizzazione di nuovi centri di trattamento meccanico-biologico: impianti che non sono stati realizzati prima anche per i pesanti ritardi nell’approvazione del Piano Rifiuti della Regione Lazio”.

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