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Rifiuti, De Luca: “A Roma va fatto l’impianto, serve lo sforzo di tutti”

NAPOLI – “Assolutamente sì, se c’è un piano economico finanziario che regge sì, per come sta messa Roma in queste condizioni”. Così il governatore campano Vincenzo De Luca rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano una considerazione sulla realizzazione del a Roma. “Credo – ha aggiunto – che il decreto del governo abbia previsto esattamente risorse per affrontare i problemi di Roma, altrimenti il piano economico finanziario non reggerebbe. Il Cip6 era una percentuale della tariffa che si paga per la corrente elettrica che veniva destinata agli impianti di termovalorizzazione, il Cip6 non c’è più e quindi diventa complicato fare un investimento di 300-400 milioni di euro, chi lo fa? Se queste risorse ce le mette lo Stato l’impianto diventa credibile. Poi ci sono i tempi di progettazione. Non credo sinceramente che i tempi di progettazione possano essere quelli indicati dal mio amico sindaco di Roma Gualtieri. Lui ha dato come scadenza il 2026, nel 2026 avremo ancora i gabbiani che passano sui lecci di Roma. In tre anni non ce la si fa, solo per un progetto esecutivo ci vuole un anno e mezzo se tutto va bene. C’è un problema delle forniture tecnologiche, non è neanche il problema di realizzare l’impianto. L’unica osservazione che mi sento di fare è che i tempi non sono quelli comunicati, nel 2026 sicuro non ce la si fa, però stiamo parlando della capitale d’Italia, ma possiamo avere quell’immagine? Allora a Roma dobbiamo fare uno sforzo tutti e fare l’impianto seriamente. Io – ha concluso De Luca – mi farei dare la copia dell’impianto di Copenaghen”.

IL GOVERNATORE: MI AUGURO CHE IL GOVERNO RIMANGA NELLE SUE FUNZIONI

Il governatore, a margine di una conferenza stampa a palazzo Santa Lucia a Napoli, si è espresso anche sulla situazione del governo: “Ho sentito l’intervento di Draghi. Mi è parso un intervento molto efficace, molto concreto, segnato anche da senso nazionale, di patria. Un intervento anche rigoroso, non ha fatto cedimenti e lisciamenti di pelo a nessuno. Non so come evolverà la situazione, vedo – ha spiegato – che la matassa politica si sta ingarbugliando, la Lega chiede un rifacimento della rappresentanza di governo. Mi sembrano pretesti per prendere tempo. Non puoi cambiare il governo a 8 o 10 mesi dal voto, è una cosa ridicola. Mi pare una cosa strumentale. Noi contestiamo alcune scelte del governo anche Draghi, a cominciare dal riparto del fondo sanitario nazionale per il quale combatteremo fino all’ultimo minuto, ma vediamo di capirci. Un conto è combattere e contestare anche duramente singole scelte, e continueremo a farlo Draghi o non Draghi, un altro conto è non capire che c’è un interesse dell’Italia in questa crisi mondiale. Non hanno capito tutti quanti che noi rischiamo a ottobre di chiudere le fabbriche, di chiudere l’Italia. Forse non abbiamo capito bene qual è la drammaticità della situazione”. “Dunque – ha concluso il governatore – io mi auguro che questo governo rimanga nelle sue funzioni, anche se per quello che si vede non c’è da essere ottimisti”.

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