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Restauro finito: ora a Venezia il Ponte di Rialto splende come alle origini

VENEZIA – Cinque milioni di euro. Tanto ha messo il gruppo Otb di Renzo Rosso per il restauro del Ponte di Rialto a Venezia, inaugurato oggi con un taglio del nastro a cui hanno partecipato lo stesso Rosso, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, il presidente della Regione Luca Zaia, il ministro del Turismo Massimo Garavaglia e il patriarca Francesco Moraglia, con un intervento canoro di Andrea Bocelli e la presentazione dell’attrice Cristiana Capotondi.

Il progetto elaborato per il restauro ha mirato alla massima conservazione eseguendo i lavori necessari ad arrestare i fenomeni di degrado e restituire l’immagine originaria del manufatto che risale al 1.590. L’intervento di restauro conservativo è iniziato nel 2015 e ha incluso il riordino dei sottoservizi e il consolidamento strutturale. I lavori hanno coinvolto circa 130 persone tra restauratori, operai e tecnici, per circa 80.000 ore di lavoro. Il restauro si è concluso nell’ottobre 2019, con circa sei mesi di anticipo sul programma, ma l’inaugurazione ha dovuto attendere per lo scoppio della pandemia. Dei cinque milioni messi a disposizione sono poi avanzati circa 600.000 euro, che il Comune ha chiesto a Rosso di destinare al restauro della pavimentazione dei portici alla base del ponte.

“Abbiamo finito prima del tempo e alla fine abbiamo avanzato 600.000. Normalmente negli appalti pubblici i soldi diventano di più e i tempi si allungano mentre qui abbiamo accorciati i tempi e risparmiato soldi”, sottolinea il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, che parla di “importante esempio di collaborazione tra pubblico e privato”. Quello di Rialto “non è un ponte qualsiasi, è il ponte di Venezia e Renzo Rosso ha avuto coraggio e ardore, perché non basta avere i soldi per venire qui e dire: ‘io voglio essere presente, voglio tornare qualcosa alla mia comunità’”, aggiunge Zaia.

“Non è stato facile questo progetto ma è riuscito molto bene, abbiamo messo insieme tanti artigiani, tanti bravi esperti per sistemare ogni singolo punto, ogni singola crepa… Quando hanno tolto le impalcature il ponte era un fiore bellissimo”, interviene Rosso auspicando che l’intervento possa essere di stimolo per altri imprenditori. Speranza condivisa dal patriarca Moraglia. “Mi auguro, ci auguriamo tutti, che questo esempio di intelligenza civica e imprenditoriale sia seguito da altri per il bene dei cittadini, per il bene comune”, afferma. Intanto, si può gioire per l’opera realizzata, il restauro del Ponte “sito nella zona di Rialto, quotidiano e trafficato punto di riferimento, ganglo vitale delle relazioni tra le persone, in particolare per i commerci, gli uffici e i negozi, con il suo mercato sempre vivo e pulsante in cui si sente ancora grazie a dio il dialetto veneto e veneziano”, conclude Moraglia. Tra il taglio del nastro e gli interventi Boccelli, che all’inizio della cerimonia ha intonato l’inno di Mameli, si esibisce nel ‘Nessun dorma’ della ‘Turandot’.

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