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Renzi: “Finisce il M5S, ma non il populismo. Calenda? Cambia idea tre volte al giorno”

ROMA – “Chi immagina che la fine del M5S sia la fine del populismo commette un errore: i prossimi mesi saranno durissimi: siccità, carestia, guerra, inflazione. Sarà un periodo complicato e faccio un appello alla politica: da qui a dicembre deponiamo le armi, lavoriamo per aumentare i salari del ceto medio, da gennaio torniamo a darcele. Il lavoro è il primo dei problemi”. Lo dice Matteo Renzi, intervistato da RaiNews24.

Il leader di Italia Viva commenta la scissione dal M5S di Luigi Di Maio, che insieme a una cinquantina di deputati ha già ufficializzato la nascita del gruppo ‘Insieme per il futuro’ alla Camera: “Quando Di Maio dice ‘il M5S è il partito dell’odio’ fa una sintesi di quello che abbiamo dovuto subire in questi anni. ‘Il Mostro’ (il libro di Renzi, ndr) racconta questo”.

Per Renzi, nell’area dei 5 Stelle si intravede all’orizzonte un nuovo scontro: “Non mi stupirei se il coté culturale del Fatto Quotidiano abbandonasse Conte per Di Battista: Conte è di governo e Di Battista è di movimento, il prossimo scontro sarà su questo. Io nel frattempo continuo a fare scorpacciate di popcorn

“CALENDA? STRAORDINARIO ACUME POLITICO…”

A proposito del dibattito sul futuro del centro, o dell’area Draghi, Renzi dichiara: “Calenda cambia idea tre volte al giorno: io l’ho fatto ministro, ambasciatore a Bruxelles, l’ho sostenuto a sindaco. Lui voleva andare a elezioni al tempo del Papeete: uno straordinario acume politico. Se avessimo fatto le elezioni in quel momento il Covid e la guerra Russia-Ucraina le avrebbero gestite Salvini premier e Meloni vice”.

“DIBATTITO SUL CENTRO? CHIACCHIERE DA OMBRELLONE”

“Il dibattito sul centro adesso è surreale – sottolinea il leader di Iv – quello che accadrà nelle prossime settimane saranno chiacchiere da ombrellone, totalmente inutili. Gli schieramenti dipendono dalla legge elettorale, che secondo me non cambia, anche se io vorrei il modello del sindaco d’Italia dove scelgono i cittadini chi li governa”.

“Sono stato determinante almeno per almeno tre governi, nello stop a Di Maio, a Salvini e a Conte – ricorda Renzi – Se si gioca con gli strumenti della politica la mia parte la faccio ma penso sia un errore. Questo meccanismo andava bene nella Prima Repubblica, adesso va data al cittadino possibilità di scegliere”.

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