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Regionali Calabria, Tansi rompe l’alleanza con de Magistris: “Scendo dal Tan-Dem”

REGGIO CALABRIA – “A malincuore scendo dal Tan-Dem, abbandono la coalizione di de Magistris. Ho perso tutta la motivazione e l’energia che avevo all’inizio di quella che credevo fosse una grande avventura. Ieri sera in un webinar la mia decisione è stata condivisa con tutti i miei candidati, quasi tutti pienamente d’accordo con la mia scelta, solo 4 hanno chiesto tempo”. Così il leader di ‘Tesoro Calabria’ Carlo Tansi comunicando la decisione di rompere l’alleanza civica, per le prossime elezioni regionali calabresi, al fianco di Luigi de Magistris attuale sindaco di Napoli e candidato a governatore della Calabria. Tansi ha scritto una lunga lettera per motivare la decisione.

“Scendo dal Tan-Dem ma riprendo la mia corsa – aggiunge Tansi – disposto eventualmente a farmi da parte per coinvolgere, questa volta, nella leadership, un calabrese verace e appassionato come me, con cui rappresentare, alle prossime elezioni regionali, una spina nel fianco del PUT (partito unico della torta), per sfiancarlo e distruggerlo”. “Proseguirò – afferma – nell’incessante azione sul territorio, continuando a incontrare il popolo calabrese e cercando di trovare soluzioni ai problemi che l’affliggono, insieme agli affezionati 96 candidati delle 12 liste circoscrizionali che rappresento. Ora per noi la strada è tutta in discesa perché sono certo che, così come abbiamo liberato Crotone dal malaffare e dal tracollo, conquisteremo la fiducia della stragrande maggioranza dei calabresi, spezzeremo le catene che da troppi anni impediscono di volare alla regione più bella d’Italia e vinceremo”. “Auguro a Luigi de Magistris – conclude Tansi – ogni bene per un cambiamento della nostra Terra che, seppur con modalità completamente diverse, entrambi auspichiamo”.

LA LETTERA DI CARLO TANSI: “DE MAGISTRIS MI HA DELUSO”

In una lunga lettera Carlo Tansi ripercorre le tappe del suo legame con il sindaco di Napoli Luigi de Magistris: “L’8 febbraio, quando abbiamo indetto la conferenza stampa in cui ufficializzavamo l’alleanza nella sede di Tesoro Calabria che ho fondato e di cui sono presidente – afferma -, ero emozionato e a tratti commosso, credendo si trattasse di un giorno storico per la regione. Credevo in un percorso diverso, ma dopo i primi incontri dove ipotizzavamo entusiasticamente linee strategiche condivise, tutti quei bei propositi sono evaporati”. “Carlo, i candidati li sceglieremo insieme, percorreremo la Calabria in lungo e in largo, io e te definiremo le strategie, perché tu sei il mio riferimento politico più importante per le prossime elezioni – riporta Tansi – sembrava insomma un idillio e perciò mi ero impegnato con tutto me stesso per convincere i 96 candidati delle mie 12 liste circoscrizionali, incontrandoli quasi tutti, considerato come in gran parte non volessero che mi facessi da parte come candidato a governatore per fare spazio a de Magistris dopo il tempo e l’impegno da noi spesi per costruire il Movimento. Tanto che due candidati importanti del catanzarese mi hanno abbandonato rifiutando in maniera categorica l’accordo con de Magistris”. “Nonostante tutto – scrive – ero però motivatissimo per l’ambizioso progetto, al punto di difendere a spada tratta sui social tutti quelli che l’offendevano o criticavano, chiedendo scusa e rappacificandomi con i referenti dei gruppi della coalizione, Pino Aprile e Mimmo Gattuso, da cui mi ero allontanato per divergenze emerse in alcuni tavoli di confronto. Pareva allora tutto perfetto agli occhi pieni di speranza di chi, come me, si accende all’inverosimile e si concede generosamente, in tutto e per tutto, quando crede in un’idea e in un ideale. Un progetto come il Tan-Dem, dalle iniziali dei nostri nomi come ovvio, su cui avevo iniziato a pedalare con la massima generosità, ispirandomi allo storico scambio di borraccia tra Bartali e Coppi. Ma poi questa energia è andata spegnendosi, perché vedevo che de Magistris non rispettava gli accordi lasciandomi a pedalare da solo. Mi ha abbandonato – ricorda Tansi – andando avanti senza coinvolgermi né nell’individuazione dei candidati né nella condivisione dei percorsi per le strade della Calabria.E che dire poi del rendermi partecipe delle strategie politiche con candidature che si sovrapponevano alle mie nei territori con il conseguente malumore dei miei candidati”.

“Ma de Magistris ha fatto di più, andando anche in questi stessi territori senza avvisare delle sue visite e peccando così di tatto sul piano umano e difettando del famoso gioco di squadra, quello che per assurdo secondo alcuni non piacerebbe a me, sotto il profilo politico”. “Pensate quindi – sottolinea – quanto mi abbia amareggiato scoprire come un candidato di Tesoro Calabria della prima ora, il sindaco di Santa Maria del Cedro Ugo Vetere, per mero opportunismo aveva abbandonato le mie liste per approdare a quelle di de Magistris. Un atto meschino che avevo chiesto a de Magistris di non consentire mentre lui, infischiandosene, lo presentava ufficialmente in pompa magna. E questo argomento e le tante altre ragioni che ho parzialmente fin qui elencato, le avevo scritte in una lettera che gli avevo inviato il 3 maggio scorso, a cui è però seguito un assordante silenzio. Nella lettera gli avevo anche sottolineato come fosse opportuno, considerato il carattere puramente civico della nostra coalizione, di approcciarci ai calabresi mettendo da parte le ideologie, i partiti e i politici responsabili del fallimento della Calabria. Impegno subito disatteso quando il comunista Mimmo Lucano, che de Magistris ha fortemente voluto in coalizione a lui ideologicamente affine, mi chiedeva, per ben due volte, cosa pensassi di inserire l’ex presidente Mario Oliverio nel nostro entourage. Lucano che molti candidati delle mie liste ritengono essere un candidato imbarazzante e incandidabile, considerate le sue vicende giudiziarie, e che si ritrova come candidato capolista di punta di de Magistris in tutte e tre le circoscrizioni della Calabria”. “E che dire dei contatti romani tra de Magistris ed esponenti del Pd e del M5S senza che io ne fossi minimamente informato. Quando, dopo alcune incomprensioni, circa tre settimane fa avevo messo in discussione la mia alleanza con lui, sul punto di rompere, per superare la crisi, gli avevo chiesto di sottoscrivere insieme un accordo di programma in cui tutte le cose fin qui elencate erano state messe nero su bianco. Aspettavo la bozza continua a leggere sul sito di riferimento