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Raggi, Romolo Augustolo e la fine dell’Impero

ROMA – Virginia Raggi non si sentirà come il giovanissimo Romolo Augustolo, l’ultimo imperatore romano deposto dal re degli Eruli Odoacre nel 476 dopo Cristo. Ma l’atmosfera in Campidoglio certo non è delle migliori e la navigazione dell’amministrazione è a vista.

La maggioranza grillina continua a perdere pezzi, l’ultima a lasciare la banda è stata Gemma Guerrini, storica consigliera iscritta ai Cinque stelle dal 2011. È la quinta a lasciare Raggi, dopo Simona Ficcardi, ora con i Verdi, Cristina Grancio, passata ai socialisti, Monica Montella e Agnese Catini. Tutte hanno usato sfumature diverse per colorare il proprio addio, anche se in comune hanno la critica alla perdita di identità del Movimento. “I grillini non sono più marziani”, ha detto Guerrini mutuando le parole usate da Beppe Grillo in occasione del via libera al governo Draghi. Fatto sta che ora l’aula Giulio Cesare si trasformerà in quello che in gergo si chiama ‘Vietnam’, con le delibere costrette a attraversare percorsi pieni di insidie e trappole. La maggioranza, infatti, ha solo 24 consiglieri, tanti quanti le opposizioni nel complesso. Come se non bastasse, tra questi 24 ci sono 4 ‘dissidenti’ rimasti nella maggioranza seppure in aperto contrasto con la sindaca dopo la sua scelta di ricandidarsi: Enrico Stefano, Angelo Sturni, Donatella Iorio e Marco Terranova. A loro si aggiunge Marcello De Vito, presidente dell’Aula Giulio Cesare, già protagonista per aver mandato la maggioranza sotto con la mozione per la proroga al 2032 delle licenze agli ambulanti.

Trovare la quadra, per Raggi, non sarà affatto semplice. Anzi, il rischio che le opposizioni presentino una mozione di sfiducia ora è concreto. A complicare la situazione, poi, c’è anche l’instabilità nazionale del Movimento Cinque stelle, con i dissidi tra Giuseppe Conte e Davide Casaleggio che presto potrebbero finire a colpi di carte bollate. Senza dimenticare che anche i più fedeli sostenitori della sindaca ci mettono del loro per rendere la navigazione più perigliosa: rientrano nella cronaca recente le dimissioni di Silvia Di Manno, compagna dell’assessore capitolino al Bilancio, dallo staff del titolare all’Urbanistica, Luca Montuori. Un passo indietro, secondo quanto fatto trapelare dal Campidoglio, imposto proprio da Raggi, furiosa per una serie di nomine decise nel corso di una delle ultime sedute di Giunta, a cui lei però non ha preso parte per motivi personali. Nomine avvenute, sempre secondo la narrazione capitolina, a insaputa della prima cittadina. È proprio questa l’immagine più sconfortante per i cittadini, al di là di tutto: come può un sindaco non sapere cosa accade in Campidoglio e non essere informato di ciò che si decide in sua assenza? Gli Eruli, questa volta, non vengono da lontano. Siedono nello scranno vicino.

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