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Pd, M5s e Leu vogliono la Lega fuori dal governo, ma Conte scontenta tutti

ROMA – L’obiettivo politico dei partiti di centrosinistra è chiaro: cacciare dal Governo Draghi la Lega di Matteo Salvini. Perché il leader del Carroccio è inaffidabile, non rispetta le decisioni del Governo (prese anche dai ministri leghisti poi costretti a dissociarsi con forte irritazione del premier) e ogni giorno sale sulle barricate in giro per l’Italia mettendosi alla testa di chi protesta contro il Governo. Sotto traccia si studiano le mosse e oggi è arrivata l’occasione ghiotta con l’audio del Sottosegretario all’Economia, Claudio Durigon, sparato da Fanpage.

Durigon, un passato da segretario del sindacato di destra Ugl, oggi è un pezzo da novanta della Lega di Salvini. La vicenda è esplosa nell’aula della Camera, con l’intervento di Eugenio Saitta (M5S): “Abbiamo seguito con sconcerto la videoinchiesta del giornale Fanpage che ricostruisce la carriera politica del deputato, oggi sottosegretario, Claudio Durigon. Un’inchiesta che parla di rapporti con ambienti non limpidi, di rapporti opachi tra lo stesso sindacato dell’UGL e la Lega, di rapporti opachi tra lo stesso sindacato e lo staff della comunicazione della Lega di Salvini…”, e che ripercorre “anche la vicenda dei 49 milioni (non solo una vicenda giornalistica, ma anche una vicenda giudiziaria). Ma ciò che desta maggiore preoccupazione, maggiore sconcerto, maggiore inquietudine, sono le parole del sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle finanze Claudio Durigon, il quale dice, in una conversazione videoregistrata, di non avere timore delle inchieste giudiziarie che riguardano la Lega perché ‘l’uomo della Guardia di finanza che fa le indagini è stato messo da noi’. Queste parole, Presidente, sono gravissime, e sono gravissime indipendentemente se queste fatti siano veri o siano falsi, per il semplice motivo che l’attuale sottosegretario al MEF, Claudio Durigon, non è solamente un esponente di una parte politica, ma è un sottosegretario e rappresenta, quindi, tutti gli italiani. Tra l’altro, è un sottosegretario del Ministero dell’Economia e delle finanze, che è a capo della stessa Guardia di finanza, e quelle parole sono gravi perché possono far sorgere il dubbio che ci possano essere uomini o donne della Guardia di finanza asserviti a interessi di parte di una determinata forza politica”.

Gli ha subito risposto Edoardo Ziello (Lega): “Siamo stufi di vedere da parte del MoVimento 5 Stelle trasformare quest’Aula in un tribunale, perché siamo sempre garantisti e queste sono soltanto inchieste giornalistiche e, da un punto di vista giudiziario, non c’è niente”. La vicenda, facile previsione, ora si trasformerà in atto politico. A quanto si apprende, infatti, M5S, Pd e Leu stanno pensando di presentare una mozione per la revoca dell’incarico di Sottosegretario, mettendo di fatto il leghista fuori dall’esecutivo. Salvini difenderà a spada tratta il suo uomo? Mettendo in gioco la stessa presenza della Lega o no?

Per quanto riguarda il fronte del centrosinistra, anche qui c’è maretta con avviso di tempesta. Perché Giuseppe Conte, indicato da Grillo come nuovo leader del rinnovato M5S, ci sta mettendo troppo tempo a presentare il suo piano. Nel Movimento i mugugni ormai sono fuori controllo, ogni giorno c’è una pattuglia di parlamentari che minaccia di andarsene (dove non si sa) ma Conte appare come imbrigliato, o per non scontentare nessuno dice cose che alla fine fanno arrabbiare tutti. Ad esempio: mentre nel Pd il segretario Enrico Letta a fatica cerca di tenere la rotta verso l’alleanza col M5S, Conte oggi se n’è uscito dicendo che “non sono maturi i tempi di un’alleanza a tutto tondo con il Pd”.

Se ne saprà di più stasera, al primo faccia a faccia pubblico tra Letta e Conte organizzato dalla sinistra Pd di Goffredo Bettini. E proprio Bettini oggi ha aperto tra i Dem un nuovo fronte, invitando il partito “a prepararsi al dopo Draghi” perché questo governo avrà vita breve: “E’ una codizione di emergenza e transitoria – ha detto Bettini- oggi bisogna vaccinare gli italiani, poi occorre prepararsi alla fase successiva… come ci si può affidare ad un governo di lunga durata con dentro Salvini?”.

Bettini poi torna ad attaccare sulla fine del Governo Conte 2: “Si è svolto tutto alla luce del sole- ha detto al Manifesto- non solo alcuni partiti hanno spinto per la caduta di Conte ma anche le proprietà di molti grandi giornali, la nuova direzione di Confindustria, la rete fittissima di interessi imprenditoriali e professionali del Nord… Non ho mai usato il termine ‘complotto’, quindi mi tengo prudente: il Governo Conte 2 è morto di freddo”.

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