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Panunzi (Pd): “Noi risolviamo i problemi, dai sovranisti solo promesse”

ROMA- “In questi anni, soprattutto a seguito della pandemia, abbiamo portato forte in Europa l’istanza di un approccio globale ai problemi, e l’Europa ha risposto. Siamo il Paese maggiormente beneficiato dai fondi del Recovery Fund, chiaramente questa situazione è sottoposta a delle condizioni sia temporali che soprattutto di riforme da attuare per ottenere i 219 miliardi stabiliti. Credo che averli o non averli sia dirimente per la risoluzione dei problemi che abbiamo, e pensare oggi di rivedere la programmazione e perdere ulteriore tempo quando notoriamente, per un fatto endemico, il nostro sistema ha dei tempi dilatori dannosissimi che sono un po’ la falcidia delle iniziative sia pubbliche che private, credo che la dica lunga”. Inizia così l’intervista rilasciata alla dire da Enrico Panunzi, consigliere del Partito democratico alla Regione Lazio e candidato alla Camera dei deputati nel collegio plurinominale Roma 3.

La matrice di questi fondi, ha sottolineato Panunzi, “è proprio l’approccio globale ai temi che ci sovrastano e che sovrastano qualsiasi Nazione. L’arte del distinguo vale anche in Europa: quei fondi che sono arrivati avevano la contrarietà del gruppo di Visegrad, tra cui Orban, e anche un altro problema come il prezzo del gas vede il Partito democratico in prima fila con il presidente del Consiglio, Mario Draghi. Interrompere questo percorso anzitempo ha significato anche dilatare quel problema e non portarlo a risoluzione. La differenza è questa”. Ecco, quindi, “perché è importante il voto al Pd: perché il Pd ha dimostrato di avere un approccio globale ai problemi. I problemi cosiddetti epocali vanno affrontati tutti insieme in un consenso ampio con gli strumenti e le armi che questo può portare, a differenza dei singoli Paesi isolati. Rifugiarsi nel sovranismo porta a un implodere della situazione e a creare ulteriori problemi, perché una linea ci vuole e non può che essere una linea comune in un approccio globale”.

In questo contesto, ha spiegato ancora l’esponente dem, “i cittadini chiedono in generale risposte certe, chiarezza e celerità nella risposta, perché i problemi sono attuali, insormontabili e non si possono risolvere in maniera estemporanea con qualche slogan o con qualche post su Facebook, si risolvono governando. Sono 10 anni che il nostro partito dimostra quel senso di responsabilità a cui ci hanno richiamato a turno le massime cariche dello Stato e noi siamo stati sempre lì, mentre qualcuno ha scelto l’opposizione per dire tutto e il contrario di tutto e per una forma di captatio benevolentiae che potrà portare a qualche punto in più, ma non risolve i problemi degli italiani perché si limita a segnalarli e amplificarli”.

Secondo Panunzi il centrodestra, avanti nei sondaggi con Fratelli d’Italia al primo posto, riuscirà eventualmente a governare questo Paese? “Innanzitutto bisogna aspettare i risultati elettorali, la storia dei sondaggi è una storia un po’ anomala, anche nella ripartizione dei seggi- la risposta del candidato del Pd- Il centrodestra è diviso su tutto ma è unito nei collegi uninominali, ora bisogna vedere se quelle divaricazioni troveranno un componimento e se quei sondaggi che hanno portato alla ripartizione nei vari collegi sono veritieri e in che misura lo sono. Certo è che non si può affermare che chi vince le elezioni può fare quello che vuole, così come è certo che il gioco democratico ha dei contrappesi dove a fronte di chi ha la responsabilità di decidere e governare c’è chi ha la responsabilità di controllare e proporre soluzioni alternative”.

Perciò, a prescindere dalle elezioni, “credo che la strada da percorrere sia una strada molto stretta dove tutte le forze politiche sono costrette a camminare per una serie di vincoli e di variabili imposte in maniera superiore dall’Europa e dalla contingenza mondiale sui problemi che dobbiamo affrontare. Un conto è cercare di diversificare e puntare ad argomenti fin troppo facili per strappare l’applauso e il consenso, altro è avere la forza e rendere poi conto se tutto questo sarà stato mantenuto. Su questo- ha concluso Panunzi- ho qualche dubbio, perché da qualche tempo le promesse sono l’arma e lo strumento strategico per vincere le elezioni, con il rischio di creare un circolo vizioso di promesse che porta a primeggiare ma non a realizzare quello che si dice”.

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