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Ostellari propone la rimozione delle parole ‘identità di genere’ dal ddl Zan

Di Roberto Antonini e Vittorio Di Mambro Rossetti

ROMA -“Eliminare, ovunque ricorrano, le parole ‘identità di genere’”. Questo, a quanto si apprende, il contenuto di un emendamento all’articolo 1 del ddl Zan proposto dal presidente della commissione Giustizia del Senato, Andrea Ostellari, al tavolo di maggioranza in corso a Palazzo Giustiniani.

MIRABELLI (PD): “LA MEDIAZIONE DI OSTELLARI TOGLIE LA TUTELA DALLA TRANSFOBIA, È IRRICEVIBILE”

“La mediazione che ha proposto il presidente Ostellari per noi non va bene. Se si toglie l’identità di genere non c’è nessuna tutela dalla transfobia, è irricevibile”. Franco Mirabelli, capogruppo PD in commissione Giustizia al Senato, lo dice entrando a Palazzo Giustiniani dove è in corso il tavolo di maggioranza sul ddl Zan.

“Abbiamo fatto un grande lavoro di mediazione e sistemazione alla Camera. Oggi la maggioranza che ha votato alla Camera c’è anche al Senato, quindi nei prossimi giorni vogliamo andare in Aula e votarla. Vogliamo approvare questa legge in questa legislatura” chiosa Mirabelli.

ITALIA VIVA CHIEDE DI VOTARE IL 20 LUGLIO, OSTELLARI IL 22. E IL PD RIFIUTA ENTRAMBE LE IPOTESI

Italia viva starebbe chiedendo uno slittamento di 24 ore del voto sul calendario dei lavori del Senato in relazione alla calendarizzazione e approdo in Aula a Palazzo Madama del ddl Zan. Questo secondo quanto riferiscono partecipanti al tavolo di maggioranza in corso a Palazzo Giustiniani. La proposta del presidente della commissione Giustizia del Senato Andrea Ostellari, invece, sarebbe di andare in Aula il 22 luglio. Italia viva sarebbe per andare in Aula “intorno” al 20 luglio. Il PD con la capogruppo Simona Malpezzi avrebbe detto “no” a entrambe le proposte.

ALESSANDRO ZAN: “HO I BRIVIDI SE PENSO AD UN ACCORDO TRA RENZI E SALVINI”

“Voglio escludere che nelle parole di Renzi si celi un accordo con Salvini, ho i brividi all’idea che ci sia”, così Alessandro Zan ai microfoni di The Breakfast Club.

“Una legge che tutela dai crimini d’odio non si può barattare con un accordo di potere- aggiunge-. Renzi vuole essere protagonista di una mediazione, ma rischia di far saltare la legge. La destra invece vuole solo decapitarla. Paura che la legge non venga approvata? Intanto, andiamo in aula dalla commissione giustizia e incrociamo le dita. Poi leggiamo gli emendamenti dei partiti. Nel Pd ci sono dubbi e perplessità su alcuni punti, ma siamo compatti. Se Italia Viva vota compatta, in Senato ci sono i numeri”.

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