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Ordinavano la droga via messaggio e pagavano in bitcoin: denunciati baby pusher a Reggio Emilia

REGGIO EMILIA – La droga veniva ordinata attraverso i canali di messagistica immediata e pagata con valuta elettronica (i cosiddetti bitcoin), per poi essere ritirata in un esercizio commerciale del paese indicato come indirizzo di consegna. A organizzare il sistema sono stati due minorenni di Bagnolo (Reggio Emilia), denunciati dai Carabinieri alla competente Procura minorile di Bologna per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso e falsità materiale commessa da privato.

Le forniture, infatti, venivano richieste mediante la registrazione di una carta di identità di un congiunto dei giovanissimi- in realtà scaduta- a cui erano state modificate le date di emissione e validità. L’operazione dei militari reggiani rappresenta lo sviluppo di una precedente indagine su un giro di spacciatori minorenni che, sempre a Bagnolo, rifornivano i coetanei davanti alle scuole. Lo scorso dicembre era stato denunciato un ragazzo ritenuto l’organizzatore dell’attività illecita, al quale furono trovati in casa circa 140 grammi tra hascisc, marijuana e semi di marijuana, oltre ad un bilancino di precisione e all’occorrente per il confezionamento delle dosi. Con lui venne segnalato anche un complice.

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