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Nordio: “Mai riforme sulle intercettazioni che riguardino casi di mafia”

ROMA – “In merito all’annosa questione delle intercettazioni, in questi giorni sarà ascoltato quello che Shakespeare diceva: a delle risposte date da un sordo a delle domande che nessuno gli pone non sarà mai abbastanza ribadito da questo ministero che non vi saranno riforme che toccheranno le intercettazioni su mafia e terrorismo, non si ribadirà mai abbastanza la profonda differenza tra intercettazioni che mirano alla ricerca della prova rispetto a intercettazioni che si vuole siano essere esse stesse prova”, ha detto il ministro Carlo Nordio nella sua relazione in aula ala Senato sull’amministrazione della giustizia. Dopo queste parole del ministro applausi dai banchi della maggioranza. 

NORDIO: I MAFIOSI NON PARLANO DEI DELITTI AL TELEFONO

“Quando si dice che i mafiosi non parlano al telefono alludo al fatto che nessun mafioso abbia al telefono la volontà di delinquere o comunque espresso parole che costituiscano prova di un delitto in atto, in progressione o di un delitto programmato”.

NORDIO: “BASTA ASCOLTI PILOTATI CHE FINISCONO SUI GIORNALI”

“Le intercettazioni servono per i movimenti delle persone sospettate di criminalità organizzata, terrorismo e altri reati gravissimi. Servono per capire i rapporti occulti e misteriosi che legano alcune persone ad altre e quindi le intercettazioni preventive sono indispensabili. Altra cosa sono le intercettazioni che coinvolgono persone che, attraverso meccanismi perversi di intercettazioni pilotate, finiscono sui giornali offendendo cittadini non coinvolti in indagini”.

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