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Neonato morto a Roma, il papà: “La mamma sfinita aveva implorato di portarlo al nido”

ROMA – “Diciassette ore in travaglio prima di partorire. Non si reggeva in piedi. Non ce la faceva più”. Il papà del neonato morto all’ospedale Pertini di Roma, intervistato dal Messaggero, rompe il silenzio sulla vicenda senza risparmiare commenti sulle mancanze dell’ospedale nei confronti della sua compagna: “Le si erano rotte le acque alle 4 della notte, ha poi trascorso 17 ore in travaglio prima di partorire. Era sfinita, ma le hanno subito portato il piccolo per l’allattamento e hanno anche preteso che gli cambiasse il pannolino da sola. Ma lei non si reggeva in piedi”. Il bambino potrebbe essere deceduto per soffocamento durante l’allattamento notturno. Nel nosocomio romano, infatti, è previsto che il bimbo appena nato stia da subito con la mamma e sempre in stanza con lei (rooming in h24). Sono ancora in corso le indagini per stabilire le effettive cause della morte.

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Il piccolo, morto tra la notte del 7 e dell’8 gennaio, durante la degenza al Pertini è sempre stato con la mamma, “è stato accanto a lei ininterrottamente. E lei, anche se giovane, ha 29 anni, era molto stanca. Il bimbo, poi, era particolarmente irrequieto, così ha passato le nottate senza chiudere occhio”, racconta il trentaseienne specificando che provarono anche a chiedere aiuto: “Lei stessa aveva implorato più volte il personale del reparto di portare il piccolo al nido per qualche ora per potere riposare un po’. Non ce la faceva più. Ma la risposta era sempre ‘no, non si può’”.

Poco prima della tragedia “mio figlio stava bene, apparentemente era sano a tutti gli effetti. Ora aspettiamo di conoscere il risultato dell’autopsia e abbiamo affidato il caso a un legale. Di fatto, la causa esatta della morte è ancora sconosciuta e tante risposte noi ancora non le abbiamo. L’autopsia ci dirà di cosa è morto. La mia compagna si era appena rincuorata, ma ora che la vicenda è venuta alla luce è a pezzi. Insieme abbiamo letto sul web tanti commenti di altre donne, alcune che hanno partorito sempre al Pertini, che hanno lamentato di essere state lasciate sole coi lori figli appena nati. Tutte stremate dal parto, impossibilitate a prendersi cura come si dovrebbe di un bebè».

Alla fine un appello: “Nulla ci potrà ridare indietro il nostro bambino, ma non vogliamo che accada ad altri genitori di vivere il nostro stesso incubo. Molte donne sono lasciate sole nei reparti, complici anche le restrizioni anti–Covid che impediscono ai familiari di rimanere in stanza ad aiutare le neo-mamme. Ecco, i protocolli adottati negli ospedali andrebbero rivisti anche alla luce di questa considerazione. Se ad altre mamme non è capitato, è solo perché loro sono state fortunate”.
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