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Nardella: “Recovery a rischio senza una riforma degli appalti”

FIRENZE – Semplificare il codice degli appalti, non abrogarlo o sospenderlo che “sarebbe assolutamente sbagliato”. Non stoppare i subappalti liberi perché “i limiti eccessivi non consentono alle piccole imprese di entrare nel mondo del lavoro e nel mercato”. E migliorare i meccanismi già presenti nell’affidamento degli appalti pubblici, come il massimo ribasso e l’offerta vantaggiosa. Lo chiede al governo il sindaco di Firenze, Dario Nardella: “Si tratta di fare riforme molto radicali, senza le quali non riusciremo a realizzare neanche un euro dei 210 miliardi del Recovery plan”, avverte intervenendo a ‘Omnibus’, su La 7.

Non solo snellire l’iter, in sostanza, ma contrastare la criminalità organizzata, la corruzione, tutelando i lavoratori e le loro garanzie con controlli puntuali, osserva. Come? Partendo dal massimo ribasso su cui va “fatto un discorso molto concreto: esiste di già e ti permette di accelerare le procedure. Se però c’è un offerta anomala, cioè se il massimo ribasso non è ben motivato, il funzionario pubblico ha il dovere di bloccare” l’offerta. “Se lavoriamo sulla prevenzione delle forme di corruzione possiamo portare risultati, ma se pensiamo che appesantendo procedure e tempi riusciamo a garantire legalità e occupazione facciamo un clamoroso errore”.Inoltre, sottolinea ancora il sindaco di Firenze, “si possono inserire norme forti, incisive, per la tutela dei lavoratori sui cantieri senza appesantire gli appalti. Ad esempio, al posto del massimo ribasso c’è l’offerta economicamente vantaggiosa”. Il punto è che viene “valutata dalla commissione aggiudicatrice, che spesso usa criteri molto discrezionali, visto che non c’è il criterio del prezzo ma del vantaggio. È lì, quando c’è troppa discrezionalità, che spesso si formano situazioni corruttive”. Allora, ecco la proposta di Nardella, “riduciamo la discrezionalità” nell’offerta vantaggiosa e “manteniamo il massimo ribasso mettendo strumenti più incisivi sulla valutazione delle offerte anomale”, garantendo “allo stesso tempo le sicurezze dei lavoratori”.

Se il tema, tuttavia, resta quello della legalità, Nardella sottolinea: “La mafia entra dappertutto. Con il massimo ribasso, perché non ci sono tecnici bravi che verificano la qualità dei materiali e l’anomalia delle offerte. E con l’offerta economicamente vantaggiosa. Non lo dico io, ma il Consiglio di Stato: c’è troppa discrezionalità” in questa prassi, perché c’è chi “nella commissione aggiudicatrice si mette d’accordo con la ditta sui materiali o i progetti. La mafia entra ovunque”. Per questo “noi sindaci chiediamo al governo di darci funzionari. Di darci, cioè, la possibilità di elevare le competenze delle stazioni appaltanti. Perché se non ho funzionari preparati non riesco a controllare il massimo ribasso, l’offerta vantaggiosa e non riesco a fare i controlli che servono”.

“SE UN’AZIENDA RICEVE LA CIG DALLO STATO, È COERENTE CHE NON POSSA LICENZIARE”

“Quando un’azienda riceve aiuti di Stato sotto forma di cassa integrazione, trovo coerente che debba sottoporsi al regime del blocco dei licenziamenti”. In questo senso “voler all’improvviso accelerare con il meccanismo dei licenziamenti senza governare il processo è rischiosissimo”. Lo sottolinea il sindaco di Firenze, Dario Nardella, intervenendo a ‘Omnibus’, su La 7.

Il punto, osserva, è avere più tempo “perché questo processo va governato con grande attenzione” e “non è che a un certo punto, da un giorno all’altro, si può dire ‘tutti quanti possono licenziare’. L’anno precedente abbiamo perso già quasi un milione di posti di lavoro nonostante il blocco dei licenziamenti, allora diamo un po’ più di tempo al governo per preparare una strategia di contenimento della crisi sociale e lavorativa, per mettere in campo strumenti che possano addirittura incentivare nuove assunzioni”.

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