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More than 130 thousand Brazilians left the country in 2021

by João Marcelo

SAO PAULO – Data from the Federal Police show that, in 2021, there were 437,000 departures of Brazilians from January to May and 305,500 returned days or weeks later. Thus, the balance accumulated the departure of 131.5 thousand people. This shows that practically one in three Brazilians who embarked for another country did not return to Brazil despite the numerous restrictions on the entry of Brazilians in several countries due to the pandemic.

In an article published by CNN Brasil, the statistical coordinator of the International Migration Observatory (OBMigra) and a researcher at IBGE, Tadeu Oliveira says that one of the reasons that can explain this movement is the economic and political crisis that the country is facing. “We are seeing the resumption of a phenomenon of the 1980s and 1990s. Brazilians think they will find work and try their luck in countries like the United States and Portugal”, says the researcher.

Oliveira assesses that the movement seen this year takes up a phenomenon that began in the middle of the last decade. “With the recession seen in 2015 and 2016, many left Brazil. It’s mainly the lower middle class person who, with no opportunities around here, tries to make a living abroad”.

The researcher also explains that this migratory flow had only been reversed in 2020, at the height of the pandemic. “Last year, the countries closed and Brazil was forced to receive the Brazilians themselves, even with the pandemic. This generated a positive flow, with the return of many people”.

IN CINQUE MESI 135MILA PERSONE HANNO LASCIATO IL BRASILE

di João Marcelo

SAN PAOLO DEL BRASILE – Sono circa 135.500 le persone che hanno lasciato il Brasile tra gennaio e maggio. Lo si evince da dati pubblicati dalla polizia federale, che mostrano che nei primi cinque mesi del 2021 sono stati registrati 437mila movimenti in uscita di cittadini brasiliani, mentre solo 305.500 hanno fatto ritorno nel Paese sudamericano.Il dato mostra che un cittadino su tre di quelli che ha lasciato il Brasile non è più tornato nonostante le restrizioni in entrata imposte agli abitanti del Paese latinoamericano in diverse regioni del mondo a causa della pandemia di Covid-19.In un articolo pubblicato dall’emittente Cnn Brasile il coordinatore statistico dell’Observatório das Migrações Internacionais (ObMigra) e ricercatore dell’Instituto Brasileiro de Geografia e Estatística (Ibge), Tadeu Oliveira, ha evidenziato che la ragione che può spiegare questo movimento possono essere cercate nella crisi economica e politica che sta affrontando il Brasile. “Stiamo osservando la ripresa di un fenomeno che ha caratterizzato le decadi degli anni ’80 e ’90” ha affermato il ricercatore. “I brasiliani credono di poter trovare lavoro all’estero e tentano la sorte in Paesi come gli Stati Uniti o il Portogallo”.Oliveira ha sottolineato che il movimento rilevato quest’anno riprende un fenomeno che era cominciato a metà del decennio passato. “Con la recessioni che abbiamo avuto tra il 2015 e il 2016, molti sono usciti dal Brasile” ha spiegato il ricercatore.”A tentare la fortuna all’estero sono soprattutto le persone della classe medio-bassa che soffrono di più l’assenza di opportunità in Brasile”.Il ricercatore ha evidenziato anche che questo flusso migratorio era stato invertito nel 2020, in piena pandemia di Covid-19. Secondo Oliveira, “l’anno scorso il mondo si è chiuso e il Brasile si è visto obbligato a riaccogliere numerosi concittadini. Questa dinamica ha generato un flusso positivo, con il ritorno di molte persone”.

MAIS DE 130 MIL BRASILEIROS DEIXARAM O PAÍS EM 2021

por João Marcelo

SAO PAULO – Dados da Polícia Federal apontam que, em 2021, foram registrados 437 mil movimentos de saída de brasileiros de janeiro a maio e 305,5 mil voltaram dias ou semanas depois. Sendo assim, o saldo acumulou a saída de 131,5 mil pessoas. Isso mostra que praticamente um a cada três brasileiros que embarcou para outro país não voltou para o Brasil mesmo com as inúmeras restrições de entrada de brasileiros em diversos países por conta da pandemia. 

Em matéria publicada pela CNN Brasil o coordenador estatístico do Observatório das Migrações Internacionais (OBMigra) e pesquisador do IBGE, Tadeu Oliveira afirma que um dos motivos que podem explicar esse movimento é a crise econômica e política que o país enfrenta. “Estamos vendo a retomada de um fenômeno das décadas de 1980 e 1990. O brasileiro acha que vai ter trabalho e tenta a sorte em países como Estados Unidos e Portugal”, diz o pesquisador.

Oliveira avalia que o movimento visto neste ano retoma um fenômeno que começou em meados da década passada. “Com a recessão vista em 2015 e 2016, muitos saíram do Brasil. É principalmente a pessoa de classe média baixa que, sem oportunidades por aqui, tenta a vida no exterior”.

O pesquisador ainda explica que esse fluxo migratório só havia sido revertido em 2020, no auge da pandemia. “No ano passado, os países se fecharam e o Brasil se viu obrigado a receber os próprios brasileiros, mesmo com a pandemia. Isso gerou um fluxo positivo, com o retorno de muita gente”.
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