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Molecole ‘intelligenti’ all’attacco delle infiammazioni croniche

MILANO – Oltre 5 milioni di persone, la popolazione di uno Stato come la Norvegia. Sono i pazienti che in Europa convivono con le malattie infiammatorie croniche, patologie accomunate da una condizione infiammatoria cronica associata a una reazione immunitaria anomala indirizzata contro l’organismo.

Artrite Reumatoide, Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali – come Colite Ulcerosa e Malattia di Crohn – a cui si aggiungono Psoriasi e Artrite Psoriasica, comportano una gestione quotidiana di sintomi dolorosi o invalidanti, compromettono la qualità di vita dei pazienti, sono un fattore di rischio per lo sviluppo di comorbidità, come malattie cardiovascolari e tumori, e pesano sulla vita delle famiglie, con ricadute importanti sul versante socio-economico.

All’impatto crescente di queste malattie è stato dedicato, questa mattina a Milano, l’evento ‘Infiammazioni, sfide e risposte – Il popolo delle malattie infiammatorie croniche: fattori biologici, aspetti clinici, ricadute sociali’, Masterclass per i giornalisti promossa da Galápagos Biopharma Italy insieme all’IRCCS Istituto Clinico Humanitas, Centro di eccellenza per la ricerca e il trattamento delle malattie infiammatorie.

Focus dell’evento, la nuova prospettiva che concentra l’attenzione proprio sull’infiammazione, il meccanismo sotteso a queste malattie, considerandone sia le cause, tra cui quelle ambientali, che le conseguenze su tutto l’organismo, secondo un approccio integrato e multidisciplinare che privilegia la continuità e le interrelazioni tra le diverse malattie infiammatorie croniche. Negli ultimi anni, infatti, l’attenzione per queste malattie è cresciuta, mentre la ricerca ha compiuto enormi progressi nella conoscenza dei meccanismi che sottendono all’infiammazione acuta e cronica e ha portato a sviluppare opzioni terapeutiche in grado di intervenire sul processo infiammatorio.

“L’infiammazione è un meccanismo di difesa innato non specifico, che costituisce una risposta protettiva dell’organismo all’azione di un danno operato da un agente estraneo per eliminare la causa iniziale del danno cellulare o tessutale e l’avvio del processo riparativo- afferma Maria Rescigno, Capo Laboratorio di Immunologia delle Mucose e Microbiota di Humanitas e Prorettore Vicario con delega alla Ricerca di Humanitas University-. Quando l’infiammazione non si riesce a spegnere, questo può portare alle malattie infiammatorie croniche fino alla creazione di una fibrosi, un danno tessutale molto difficile da riparare. Quando questo si verifica, l’organo viene ad avere dei difetti, quindi la fibrosi va eliminata con un’operazione chirurgica. La buona notizia è che abbiamo diversi farmaci che hanno come bersaglio delle molecole particolari dell’infiammazione, che sono specifiche alle varie malattie. Quindi li possiamo usare in maniera molto specifica”.

Una delle malattie su cui la ricerca ha fatto i progressi più importanti è l’artrite reumatoide, per la quale oggi siamo “anni luce avanti” rispetto a dieci anni fa, sostiene Carlo Francesco Selmi, Responsabile Unità Operativa di Reumatologia e Immunologia Clinica di Humanitas e docente Humanitas University. L’obiettivo delle cure, afferma Selmi, “è far star bene i pazienti” e fare in modo che “la malattia non vada avanti. Ovviamente questo deve essere ottenuto al minor prezzo terapeutico possibile, cioè con la terapia più adeguata. E le terapie sono sicuramente la notizia migliore che abbiamo sviluppato negli ultimi vent’anni”.

Selmi spiega infatti che “il numero di farmaci ben chiari dal punto di vista immunologico è aumentato nel tempo, soprattutto negli ultimi anni, portandoci ad un armamentario terapeutico davvero inimmaginabile qualche anno fa. In più, questo è anche rafforzato dalla miglior conoscenza che noi abbiamo dell’immunologia delle malattie reumatologiche e dell’artrite reumatologica in particolare. Questo può sembrare un mero esercizio descrittivo ma in realtà ha un grande impatto pratico perché noi riusciamo a colpire le voci dell’infiammazione che più sono rilevanti nella perpetrazione del danno infiammatorio”.

E proprio la progettazione di molecole capaci di individuare come target da colpire i principali motori delle infiammazioni è al centro del lavoro di Galapagos, azienda biotech belga con sede a Mechelen nata nel 1999. “Il nostro impegno in questo momento è orientato verso l’artrite reumatoide e la retticolite ulcerosa”, spiega Iole Cucinotto, Direttore Medico di Galápagos Italia. “Galapagos si pone in questo momento un obiettivo importante, partendo da quelle che sono le radici da cui si fonda la nostra azienda, che sono nella ricerca e nello sviluppo. La frase che ci caratterizza è ‘dal laboratorio al paziente’, un concetto che riusciamo perfettamente a declinare grazie alla nostra piattaforma proprietaria di ricerca, che ci consente di partire dallo studio approfondito di una malattia così da individuare le cause di innesco della stessa e andare a ricercare determinati target su cui sviluppare e progettare molecole che siano in grado di spegnere specifici segnali nell’ambito dell’infiammazione cronica”.

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