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Modena al riparo dai black out: +18% energia con la nuova cabina

MODENA – Un territorio più potente e con sempre meno rischi di blackout, per soddisfare il bisogno sempre crescente di energia, utilizzando anche le fonti rinnovabili. Con l’inaugurazione della nuova cabina smart di Modena est, ora la città ha aumentato la capacità complessiva di un +18%, con l’obiettivo, che arriverà con largo anticipo, di coprire fino al 25% entro il 2050. Grazie a un investimento di quasi 7,5 milioni di euro e un lavoro di circa 10 anni, Hera ha realizzato infatti un impianto di trasformazione dell’energia elettrica, dall’alta alla media tensione, dove passa dai 132.000 volt della rete nazionale Terna ai 15.000 volt per poi venire distribuita agli utenti.

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L’INAUGURAZIONE CON MUZZARELLI

Questa mattina il taglio del nastro, alla presenza del Sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, dell’assessore regionale allo Sviluppo economico Vincenzo Colla, del presidente esecutivo e dell’amministratore delegato del gruppo Hera Tomaso Tommasi di Vignano e Stefano Venier. In questo modo, spiega Venier non solo “migliora la resilienza del sistema di distribuzione locale e la continuità della fornitura della corrente, ma assicura a Modena la capacità elettrica necessaria al suo sviluppo produttivo”.

FABBISOGNO ELETTRICO IN AUMENTO

È la quinta cabina di Modena, anche questa come le altre e progettata per ‘giocare d’anticipo’ sulle future necessità derivanti dalla transizione energetica, in linea con quanto previsto dal gruppo Hera all’interno del proprio Piano industriale. La multiutility, insieme a Inrete, la società del gruppo che in Emilia-Romagna gestisce l’attività di distribuzione del gas naturale e dell’energia elettrica e che si occuperà anche della conduzione della nuova cabina, ha infatti elaborato un modello previsionale che stima, entro il 2050, incrementi del fabbisogno elettrico medio annuo nell’ordine del 25%, con un incremento della potenza di picco necessaria al sistema di oltre il 40%.

MENO DISSERVIZI PER FAMIGLIE E IMPRESE

La nuova cabina primaria offre anche significativi ed immediati vantaggi: assicura a famiglie e imprese la continuità di erogazione della corrente anche in caso di completo fuori servizio di uno degli altri quattro impianti primari al servizio della città. In secondo luogo, una volta che saranno completate le opere necessarie per il suo inserimento sulla rete di distribuzione, migliorerà ulteriormente la qualità del servizio, in quanto diminuiranno le probabilità di disservizi ai clienti e, qualora si verifichino, ne sarà ridotta la durata, essendo dotata di tecnologie all’avanguardia di monitoraggio e gestione della rete alla quale è connessa, e ciò consente di rilevare in tempo reale lo “stato di salute” dell’infrastruttura e pianificare gli interventi necessari.

UN INVESTIMENTO CHE GUARDA AL FUTURO

Ma l’investimento guarda anche al futuro, essendo concepito per digitalizzare e rendere sempre più smart la rete elettrica modenese, seguendo il principio dello ‘smart grid’: essere cioè in grado di adattarsi in continuo e in automatico a costanti sollecitazioni. Una su tutte, la necessità di accogliere in rete l’immissione di energia da fonti rinnovabili, che tipicamente hanno performance variabili e discontinue e dunque richiede che gli impianti siano flessibili, automatizzati e dotati di un certo grado di intelligenza artificiale. Ma un’ulteriore necessità futura, a cui sarà possibile far fronte con questo impianto, riguarda l’efficiente gestione delle comunità energetiche che si svilupperanno nell’area e che potranno avere negli impianti primari un nodo di riferimento e di scambio dell’energia, sia quella prodotta sia quella prelevata.

ENTRO IL 2025 ARRIVERANNO ALTRE CABINE

La nuova cabina primaria di Modena Est rientra nel piano di sviluppo elaborato dal gruppo Hera per i servizi e le infrastrutture nell’area modenese, con 110 milioni di euro di investimenti nel quadriennio 2022 – 2025. Di questi, circa il 70% sarà destinato potenziare e migliorare i servizi erogati alle comunità del territorio, mentre il restante 30% sarà destinato alla loro manutenzione, così da garantirne la costante efficienza. È la prima di una serie che saranno realizzate entro il 2025, a Modena e non solo: anche a Madonna dei Baldaccini, nel comune di Pavullo, è infatti in corso di progettazione una nuova cabina primaria, e in tutto il territorio appenninico modenese è in atto una vasta attività di rinnovamento e potenziamento delle linee elettriche aeree più soggette a eventi atmosferici estremi quali vento, neve e ghiaccio: un piano per la resilienza delle reti elettriche che impegnerà investimenti per quasi 9 milioni di euro e coinvolgerà circa 65 chilometri dell’infrastruttura che serve la montagna modenese.

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