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Milano, Lipparini: “Il sindaco della notte? Verrà dal mondo dei Live e parlerà coi municipi”

Di Nicolò Rubeis

MILANO – Una nuova figura per Milano, di coordinamento e ascolto, in grado di gestire tutte le dinamiche che ruotano intorno alla vita notturna, dalla mobilità alla pulizia, passando per il decoro urbano e il commercio. Il tutto, con il coinvolgimento da un lato dei residenti, analizzando i problemi zona per zona, e dall’altro di tutti gli operatori coinvolti, i bar, i ristoranti, le discoteche, il mondo della cultura, le forze dell’ordine per la sicurezza ma anche i lavoratori dei trasporti pubblici o privati come i tassisti. 

Si tratta del ‘sindaco della notte’, una persona designata dalla giunta con tanto di staff e di ruoli trasversali ai vari assessorati, che tenga il punto con i comandi della polizia locale di quartiere, con le squadre di pulizia di Amsa e soprattutto con i cittadini.

E che i Radicali meneghini, capitanati dall’assessore alla Partecipazione Lorenzo Lipparini, vorrebbero portare anche nel capoluogo lombardo, seguendo la scia di altre città europee come Amsterdam (dove il ‘major notturno’ è nato), Londra, Parigi, Zurigo e Berlino. 

Ad illustrare l’idea alla ‘Dire’ ci ha pensato lo stesso Lipparini: “Il sindaco della notte è utile in una città dalla vita notturna e un panorama culturale acceso- spiega- che consente a residenti e turisti di viverla nell’arco di 24 ore”.  Certo, “non è una soluzione che va bene dappertutto”, ma che si applica in special modo in questa fase in cui la ripartenza ha ridato alle persone la voglia di uscire e divertirsi: “Questo ha generato dei nuovi fenomeni da governare- dice Lipparini- che sono quelli, per esempio, dell’assembramento”. 

Ma in ogni caso, a Milano “abbiamo tantissime nuove piazze, spazi pedonali e aree rigenerate”, che sono state liberate dalla presenza “spesso abusiva delle auto in sosta per fare posto a dei dehors e a luoghi per l’incontro. Le persone lo hanno apprezzato e ora usufruiscono di quegli spazi”. 

A maggior ragione, dunque, è “necessaria” una figura che coordini e che poi riferisca le problematiche dei municipi in sede istituzionale: “Il sindaco della notte deve mettere attorno a un tavolo tutti gli attori per un lavoro di ascolto e partecipazione”, continua Lipparini. Una prospettiva “molto diversa dalle ordinanze”, che sono dei provvedimenti “contingibili e urgenti che servono per andare a gestire le emergenze”, da attivare per un periodo limitato di tempo e per un territorio circoscritto. 

“Il sindaco della notte deve invece essere in giro nei vari quartieri, avere contatti con i comandi di polizia locale e con i gestori dei servizi”, ma soprattutto deve essere “reperibile” dalla comunità. “Pensiamo ai comitati, o alle associazioni: devono avere un unico interlocutore a cui rivolgersi per eventuali segnalazioni”. 

Un sindaco notturno “che conosca quello che succede e di cui tutti si possano fidare”. E che magari, inserendo al tavolo anche il mondo universitario, riesca ad intercettare quelle che sono le reali esigenze del divertimento giovanile: “Per i ragazzi e le ragazze mancano gli spazi- va avanti Lipparini- sono chiusi i live e i locali, e tutti quei luoghi dove si poteva fare intrattenimento sicuro. Chiaro che la conseguenza è stato il riversarsi nelle strade da parte dei giovani”. 

Un coordinamento, quello che dovrà eventualmente gestire il sindaco della notte, che non potrà prescindere dal tema dei trasporti: “Non ci sono solo le metropolitane notturne che costano tantissimo e magari vanno in giro mezze vuote- prosegue l’assessore radicale- dobbiamo gettare le basi per una micro mobilità individuale”, che sia composta da “servizi di sharing di vicinato h24 e convenzioni per incentivare un utilizzo magari in alcuni orari addirittura gratuito, comunque o scontato per alcune fasce di popolazione”. 

Quello che serve, per Lipparini, è organizzare un “trasporto collettivo” più limitato nelle dimensioni, con dei “bus di quartiere” e delle modalità di spostamento che vadano “dal bar o dalla discoteca fino all’indirizzo di casa”, senza che ci sia la grande organizzazione del trasporto di massa utile di giorno per far partire scuole e uffici. L’assessore la definisce una “combinazione di micro e macro mobilità” più vicina alle esigenze delle persone. 

Inoltre, secondo Lipparini, la presenza territoriale delle forze dell’ordine dovrà essere divisa per ogni municipio, non solo con telecamere e pattuglie, ma anche con l’ascolto.

“Ci dovrà essere un numero di telefono attivo in ogni quartiere per la reperibilità di persone che possono intervenire nei casi più allarmanti- continua- e un’altra serie di soggetti delegati e autorganizzati con il Comune che vadano nei luoghi dell’intrattenimento a parlare con la gente”. E chiedendo l’ausilio della polizia o dei carabinieri “solo dove ci sia effettivo bisogno”, attraverso il rapporto diretto con i comandi decentrati nei municipi, per un intervento, ad esempio dei ‘ghisa’, da intendere come “parte di un sistema più ampio di gestione e governo dei fenomeni che ruotano intorno alla notte”. 

A proposito di movida, recentemente il sindaco Giuseppe Sala ha prolungato fino al 5 ottobre l’ordinanza che vieta la vendita o la somministrazione di cibi e bevande da asporto in bottiglie e contenitori di vetro o in lattina dalle 22 alle 5. Interventi osteggiati talvolta dai residenti e dai commercianti e tarati soprattutto sulle zone più “calde” del divertimento milanese, come i Navigli o Porta Venezia. 

Per esempio, alle Colonne di San Lorenzo, il sindaco della notte “potrebbe fare in modo che le persone arrivino con dei mezzi compatibili con gli orari di apertura e chiusura dei locali- immagina Lipparini- garantendo che ci sia la pulizia nelle strade nel momento giusto e che non rimanga sporco fino al mattino dopo quando aprono gli uffici”. Predisponendo, magari, anche la presenza di steward delegati al controllo dell’eventuale piazza o strada.

A Porta Venezia, invece, “ci sono tantissimi alleati positivi a livello di bar e ristoranti”, locali “con cui si può lavorare e che hanno interesse a che la situazione sia sotto controllo. Ci sono molti gruppi e associazioni che propongono soluzioni segnalando i problemi più grandi”.

I Radicali sono andati in giro in tutte le zone della movida, compresa ovviamente l’area vivace di via Lecco o di via Melzo, a spiegare che cosa fa un sindaco della notte: “Siamo stati, oltre che a Porta Venezia, anche a Isola, a continua a leggere sul sito di riferimento