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Manaus faces wave of violence after death of drug trafficking leader

by João Marcelo

SAO PAULO – Last weekend the city of Manaus, capital of the state of Amazonas, faced a wave of violence provoked by the criminal faction known as the Comando Vermelho. This faction is originally from Rio de Janeiro, but in early 2020 it dominated drug trafficking in the state, which is a major route for international trafficking, and also dominated prisons in the region.

On Monday, the 7th, the city had its public services interrupted after a day of criminal attacks in protest at the killing of a drug trafficking leader by the Military Police of Amazonas. Classes in public and private schools, bus traffic and attendance at municipal offices were suspended. Still at dawn on Sunday, the 6th, criminals set fire to 14 municipal public transport buses, two vehicles and an ambulance from the Mobile Emergency Care Service (Samu). There was no record of injuries.

According to the government of Amazonas, the attacks were carried out in retaliation for the death of 30-year-old drug dealer Erick Batista Costa, known as “Dadinho”. The faction leader was killed in a police action on Saturday. The order for the attacks would have come from members of the criminal group allied with “Dadinho”, from inside a prison. Between Sunday and Monday, police arrested 31 suspects of involvement in depredations and arson.

At the request of the state governor, Wilson Lima, the federal government authorized the support of the National Security Force to contain the wave of violence in the city. The announcement was made by the Minister of Justice and Public Security, Anderson Torres. “At the request of the governor of Amazonas, Wilson Lima, and aiming to help restore peace and order in the state capital, I have just authorized the use of the National Force in Manaus,” he said in a statement.

This Tuesday morning, the 8th, the Ministry of Justice informed that the National Force will remain in Amazonas for 30 days, with possible extension. Security agents will act to reinforce policing.

While the capital, Manaus, had a truce after two consecutive days of attacks, cities in the interior of Amazonas were once again the target of arson in the early hours of Tuesday, the 8th. In Caapiranga, 134 km from Manaus, vandals set fire to it to the interactive police station of the Civil Police. In addition to the building, three vehicles and a private car were set on fire.

AMAZONAS, UNITÀ SPECIALI CONTRO IL NARCOTRAFFICO

di João Marcelo

SAN PAOLO DEL BRASILE – Manaus, capitale dello Stato di Amazonas, sta affrontando un’ondata di violenza provocata dal gruppo criminale noto come ‘Comando Vermelho’. La fazione è originaria di Rio de Janeiro, ma a partire dal 2020 ha preso il controllo dei traffici di droga nell’Amazonas, che rappresenta uno degli snodi principali a livello internazionale, prendendo anche il sopravvento nelle carceri regionali.A inizio settimana il servizio di trasporto pubblico cittadino è stato sospeso all’indomani di una giornata di attentati, seguiti all’uccisione di uno dei capi del narcotraffico da parte della polizia militare di Amazonas.

Interrotte anche le lezioni nelle scuole pubbliche e private e l’accesso agli uffici comunali. All’alba di domenica, i malviventi hanno dato fuoco a 14 autobus del trasporto pubblico comunale, a due automezzi e a un’ambulanza del Pronto soccorso mobile (Samu), senza causare feriti.Secondo il governo di Amazonas, si è trattato di un atto di rappresaglia per la morte del 30enne Erick Batista Costa, noto come ‘Dadinho’. Il leader della fazione era stato ucciso il giorno prima in un’operazione di polizia. A scatenare la violenza, membri del gruppo alleato ‘Dadinho’, cha avrebbero impartiti ordini pur trovandosi dietro le sbarre.

Tra domenica e lunedì, la polizia ha arrestato 31 sospettati di coinvolgimento in saccheggi e incendi dolosi.Su richiesta del governatore dello Stato, Wilson Lima, il governo federale ha autorizzato l’intervento della Força Nacional de Segurança per contenere l’ondata di violenza in città. Lo ha annunciato in una nota il ministro della Giustizia e della pubblica sicurezza, Anderson Torres: “Su richiesta del governatore di Amazonas, Wilson Lima, e con l’obiettivo di aiutare a ripristinare la pace e l’ordine nella capitale dello stato, ho appena autorizzato l’uso della Força Nacional a Manaus”.Martedì, il ministero della Giustizia ha informato che la Força Nacional resterà in Amazonas per 30 giorni e che c’è la possibilità di prolungare la missione degli agenti della sicurezza, che lavoreranno al fianco della polizia locale per rafforzarne l’efficacia.Se a Manaus è stata raggiunta una tregua dopo due giorni consecutivi di attacchi e incidenti, le città dell’entroterra dello Stato hanno continuato ad essere bersaglio di incendi dolosi nelle prime ore di martedì. A Caapiranga, a 134 chilometri dalla capitale, è stato dato fuoco alla centrale della Polícia Civil. Oltre all’edificio, sono stati incendiati tre veicoli e un’automobile privata.

MANAUS ENFRENTA ONDA DE VIOLÊNCIA APÓS MORTE DE LIDERANÇA DO TRÁFICO DE DROGAS

por João Marcelo

SAO PAULO – No final de semana passado a cidade de Manaus, capital do estado do Amazonas, enfrentou uma onda de violência provocada pela facção criminosa conhecida como Comando Vermelho. Esta facção é originária do Rio de Janeiro, mas no início de 2020 dominou o tráfico de drogas no estado, que é uma grande rota do tráfico internacional e também dominou os presídios da região.

Na segunda-feira, dia 7, a cidade teve os serviços públicos interrompidos após um dia de ataques criminosos em protesto à morte de um líder do tráfico de drogas pela Polícia Militar do Amazonas. Aulas, tráfego de ônibus e atendimentos em secretarias municipais foram suspensos.  Ainda na madrugada do domingo, dia 06, criminosos incendiaram 14 ônibus do transporte público municipal, duas viaturas e uma ambulância do Serviço de Atendimento Móvel de Urgência (Samu). Não houve registro de feridos.

Segundo o governo do Amazonas, os ataques foram realizados em represália à morte do traficante Erick Batista Costa, conhecido como “Dadinho”, de 30 anos. O líder da facção foi morto em uma ação policial no sábado. A ordem para os ataques teria partido de integrantes do grupo criminoso aliados de “Dadinho”, de dentro de um presídio. Entre domingo e segunda-feira, a polícia prendeu 31 suspeitos de continua a leggere sul sito di riferimento