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Mamme coraggio in protesta a Montecitorio contro i prelievi sui minori: “Serve un decreto”

ROMA – Prosegue la battaglia delle mamme coraggio, in protesta questo pomeriggio davanti Montecitorio per chiedere un decreto legge contro i prelievi forzosi dei minori. A riunirle l’associazione Verità Altre, Maison Antigone, Comitato madri unite contro la violenza istituzionale e il progetto Medusa. Al governo chiedono un intervento urgente “visti i numerosi e reiterati casi di allontanamento dei propri figli con metodi violenti e coatti dalle proprie mamme”, il rientro immediato presso la casa nativa dei bambini allontanati mediante costrutti ascientifici tipo Pas (sindrome di alienazione parentale), sindrome della madre Malevola, simili o derivati; quindi lo stop ai prelevamenti coatti e violenti dei bambini dalle loro madri contro la loro volontà e l’indennizzo per tutte quelle famiglie che si sono viste allontanare i propri figli violando le normative di riferimento e condannate a pagare le relative spese.

“Lavorando con le altre colleghe – spiega la deputata di Forza Italia e membro della Commissione Giustizia, Veronica Giannone, intervenuta in piazza a dare solidarietà alle donne riunite – possiamo prendere i punti più importanti della proposta e vedere di inserirli con forme emendative” al processo della riforma civile approvata in Senato e che ora arriverà alla Camera. “Possiamo chiedere un esposto all’interno dei lavori che ci saranno prossimamente alla Camera, prima in Commissione e poi in Aula. Se strutturassimo gli emendamenti in modo che possono essere approvati in questa riforma, allora potremmo cambiare le cose. Serve una legge”. Secondo Stefania Ascari, deputata M5S, membro delle Commissioni Giustizia e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono minori, “il grido di aiuto di queste mamme va ascoltato, è una denuncia ad un sistema di tutela minori che ha falle sempre più evidenti”.

ASCARI (M5S): “AUMENTANO LE SEGNALAZIONI DI ALLONTANAMENTI INGIUSTI”

A maggior ragione dopo la risoluzione di Strasburgo che ha cancellato la sindrome da alienazione parentale (Pas) chiedendo a tutti gli Stati europei di disconoscere la teoria – spesso ancora usata nelle cause di separazione, soprattutto in contesti di violenza domestica – “bisogna andare sempre più verso una tutela dei diritti del bambino, che si manifestano anche nell’ascoltarlo in modo corretto durante un’audizione, quindi con una videoregistrazione”. Lo spiega alla Dire Stefania Ascari, deputata M5S, membro delle Commissioni Giustizia e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono minori, intervenuta a dare solidarietà alle mamme coraggio davanti Montecitorio riunite dalle associazioni Verità Altre, Maison Antigone, Comitato madri unite contro la violenza istituzionale e il progetto Medusa per chiedere un decreto legge contro i prelievi forzosi dei minori.

“Va tutelato l’ambiente in cui il bambino deve stare- ricorda Ascari- perché il bambino ha fame di famiglia, stabilità, punti di riferimento e informazioni. Ad oggi però sempre di più arrivano segnalazioni di ingiusti allontanamenti per presupposti di idoneità, carenza economica o addirittura presupposti di madri considerate troppo amorevoli. Non si capisce bene cosa significhi, quindi c’è bisogno di approfondire e capire, ma bisogna capire con le mamme direttamente interessate. C’è ad oggi una proposta di legge pendente in Commissione Giustizia alla Camera – ricorda Ascari- che è ora arrivi a conclusione”. L’obiettivo è arrivare ad un testo unico condiviso da tutte le forze politiche che recepisca le osservazioni provenienti dalle associazioni di settore. “Ci sono molti aspetti che devono essere modificati e corretti- prosegue la deputata- non c’è più tempo da perdere, ci sono ad oggi bambini che vivono in comunità e case famiglie, spesso i messaggi che mandano è di tornare dalle proprie mamme”.

GIANNONE (FI): “PAS? VALUTARE I PERICOLI SU PROVE CONCRETE”

“Dire ‘ok, non riconosciamo la sindrome di alienazione parentale (Pas) non basta, il problema è l’applicazione. Dobbiamo fare in modo che la Pas non venga davvero applicata. Qualsiasi tipo di valutazione fatta all’interno di un tribunale non può essere portata avanti solo sulla base di costrutti ascientifici”. Così la deputata di Forza Italia e membro della Commissione Giustizia, Veronica Giannone, intervenuta davanti Montecitorio alla protesta delle mamme coraggio che chiedono un decreto legge contro i prelievi forzosi dei minori.

“Abbiamo l’obbligo di valutare delle prove, si può davvero capire se un bambino è in una situazione di pericolo tramite prove concrete. Non può essere un’interpretazione di un concetto astratto della psicologia, tra l’altro nemmeno riconosciuto a livello scientifico, a togliere la possibilità di vivere con la propria famiglia”, conclude Giannone.

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