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Lavoro, la richiesta delle associazioni siciliane: “Finanziare le attività, no gli enti”

ROMA – Secondo i recenti dati Istat in Sicilia il tasso di occupazione, che quantifica l’incidenza di chi lavora sul totale della popolazione residente, è al 41,5%. Gli inattivi sono 1.556.000 (di cui il 65% donne); 466 mila sono i Neet. Con l’avvio della seconda fase di Garanzia Giovani potrebbe aprirsi una prospettiva per questa vastissima platea, con formazione e tirocini a migliorare l’occupabilità. Ma le graduatorie recentemente pubblicate dalla Regione Sicilia non sembrano tener conto delle necessità di chi è in cerca di occupazione. Questo è il punto di vista di Cifa, confederazione datoriale, di CiForma, federazione Cifa che rappresenta enti di formazione in tutta Italia, di Forma Sicilia e di Cenfop Sicilia. Queste associazioni hanno inoltrato all’assessore alla Famiglia, alle Politiche sociali e al Lavoro della Regione Sicilia, Antonio Scarone, una nota e una richiesta d’incontro.Andrea Cafà, presidente di Cifa, ha dichiarato: “La ripartizione a tavolino a pochi enti delle risorse disponibili non risponde a logiche meritocratiche e non garantisce azioni di politiche attive uniformi sul territorio regionale. In un momento così delicato è necessario favorire l’azione diffusa e sinergica di tutte le agenzie per il lavoro al fine di garantire pari opportunità ad aziende e lavoratori che devono scegliere l’agenzia cui rivolgersi in un regime di libera concorrenza fra gli operatori del mercato del lavoro. Ecco perché chiediamo l’immediato ritiro delle graduatorie e l’attivazione, altrettanto immediata, di un avviso a sportello. Serve invertire la tendenza e porre persone e aziende al centro delle politiche di spesa”.

Per Gabriele Leanza, presidente di Forma Sicilia, “criteri di selezione quanto meno discutibili e nessuna valutazione sulla capacità organizzativa e sulla disponibilità reale di aziende e disoccupati sul territorio: con questi presupposti la spesa di Garanzia Giovani non può produrre risultati”.Secondo Lucia Alfieri, presidente di CiForma, “si è già virtuosamente sperimentata la metodologia a sportello: l’agenzia che ha disoccupati e azienda pronti ad attivare un tirocinio deve avere la possibilità di concretizzare con velocità l’inserimento; e tutti concorrono fino all’esaurimento delle risorse. Si garantisce così un’azione just in time e si evitano sprechi e lungaggini”.Conclude Massimo Papa di Cenfop Sicilia: “A una prima disamina della graduatoria, risultano attribuite risorse superiori a quelle previste per gli enti dotati di accreditamento iniziale; inoltre, molte delle istanze finanziate contengono numeri di tirocini e/o di corsi attivabili che sono a dir poco fantasiosi e nessuna garanzia di copertura dei poli produttivi e dei territori a maggiore densità di aziende. Continuiamo così a finanziare enti e non attività!”.

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