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Labrador anti-covid in aeroporto: fiutano il virus prima del tampone. L’esperimento in Sudafrica

ROMA – Il Sudafrica, uno dei Paesi più colpiti dalla pandemia di Covid-19 in Africa e nel mondo, sta sviluppando un nuovo modo per individuare le persone positive negli aeroporti in modo veloce e sicuro: sfruttando l’olfatto dei cani.

Succede all’aeroporto internazionale O.R. Tambo di Johannesburg, dove addestratori professionisti sono al lavoro con esemplari di labrador per individuare grazie al proprio naso le persone positive al Covid, che come molte altre malattie – come ad esempio alcuni tipi di tumore – sviluppa un particolare odore riconoscibile dai cani.

E con il 95% di possibilità di riuscita, i migliori amici dell’uomo sono già impiegati con successo in vari aeroporti del mondo, dalla Finlandia agli Emirati Arabi Uniti. Preparare i cani a riconoscere i contagiati attraverso l’olfatto “è piuttosto semplice” secondo l’addestratrice Chelsea Mercado, che all’emittente Radio France Internationale ha spiegato: “Ci avvaliamo di un laboratorio di analisi che ci fornisce campioni di sudore delle persone, sia positive che negative al covid, quindi insegniamo ai cani quale campione trovare e come indicarlo all’uomo, ad esempio mettendosi a sedere. Quando lo individua correttamente, diamo al cane un premio, in modo che capisca che è necessario cercare quell’odore specifico”.

Il cane con cui Mercado sta lavorando esprime fiducia: si chiama MacGyver, come l’agente sotto copertura protagonista di una celebre serie tv statunitense che riusciva a risolvere con relativa semplicità le missioni che gli venivano di volta in volta affidate. Con MacGyver ci sono altri sette esemplari di labrador, parte di un progetto pilota i cui dettagli sono in via di definizione. “L’aspetto più complesso è capire come far annusare i passeggeri dai cani anti-covid” ha detto il responsabile dell’agenzia specializzata in addestratori cinofili Gideon Treurnich. Secondo l’esperto, si potrebbe permettere agli animali di avvicinarsi ai passeggeri ai controlli, oppure chiedere alle persone di consegnare un campione di saliva cosi’ che i cani possano agire in un’area separata. Una modalità, questa, che garantirebbe “privacy e non spaventerebbe le persone che temono i cani”.

Il Sudafrica ha registrato oltre un milione e mezzo di contagi dall’inizio della pandemia e 54.000 morti. La campagna vaccinale è iniziata in ritardo, perchè il comparire di una variante autoctona del virus ha reso inefficaci le scorte di vaccino acquistate dal governo. Le autorità però si sono dette consapevoli che il vaccino non impedirà del tutto al virus di circolare, e la formazione di unita’ cinofile anti-Covid rientra tra le strategie da mettere in atto per contenere i contagi e soprattutto, le ospedalizzazioni.
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