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La protesta degli studenti della Sapienza: “Vogliamo università libera e laica”

ROMA – Al grido di ‘Fuori i preti dall’università, fuori i ministri dall’università!’, un centinaio di studenti e studentesse dell’Università La Sapienza ha protestato oggi contro la conferenza organizzata per la Giornata internazionale dello studente, con esponenti del Governo e del mondo cattolico. Una conferenza in cui, accusano gli studenti, “ci sono cardinali, ministri, rappresentanti di San Marino: c’è chiunque tranne gli studenti”. Per questo hanno organizzato un lungo corteo all’interno della città universitaria, aperto dallo striscione ‘Governo, Rettrice, Vaticano: non parlate per noi!’.

“La conferenza è stata spostata ieri sera, molto in sordina, dal Rettorato alla facoltà di Economia, forse per non farci arrivare sotto al luogo di discussione da cui gli studenti e le studentesse erano esclusi”, spiega Emily del Collettivo di Lettere. Ecco perché, verso mezzogiorno, i manifestanti hanno deciso di uscire dalla città universitaria e raggiungere la Facoltà di Economia “per provare a entrare e interrompere la conferenza per dare voce, in quello spazio, alla componente studentesca che vive l’università tutti i giorni”, continua Emily. Giunti sul posto, urlando ‘fuori i preti, dentro gli studenti’, hanno tentato di forzare il blocco della polizia e sono stati respinti con durezza. “Questa è la loro università del futuro – ha gridato poi un manifestante al megafono – quella in cui a decidere sono i preti, i ministri e le aziende, mentre gli studenti e le studentesse che la vivono tutti i giorni vengono scacciati dalla polizia”.

“Quello di oggi è l’ennesimo attacco alla laicità della nostra università, che la rettrice Polimeni sta mettendo in pericolo”, commenta Lucia di Link Sapienza. Ad essere sotto accusa è l’accordo siglato lo scorso 23 settembre dalla rettrice Antonella Polimeni e dal cardinale Gianfranco Ravasi, presso il Pontificio Consiglio della Cultura. “Un importante accordo di collaborazione culturale e scientifica per dare vita a progetti congiunti di ricerca, corsi, giornate di studio e seminari sui temi attinenti alle aree sociali, umanistiche e scientifiche”.

“Si tratta del primo accordo di questo tipo a livello nazionale – continua Lucia di Link Sapienza – per noi è qualcosa di gravissimo, perché l’università, la scuola e l’istruzione devono essere laiche. Vogliamo che il nostro sapere sia libero e critico. La Giornata di oggi cade in una data particolare, a dieci giorni dalla corteo nazionale di Non Una di Meno contro la violenza maschile sulle donne, e a pochi giorni dall’affossamento del ddl Zan: questo evento di oggi in Sapienza a noi sembra una decisione più che politica, che non risponde alle necessità della comunità studentesca. Ci sembra assurdo che l’università sigli accordi come questo, invece di interrogarsi su quanto sarebbe importante introdurre una didattica inclusiva, intersezionale e transfemminista”.

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Dopo l’azione alla facoltà di Economia, gli studenti e le studentesse sono tornati nella città universitaria per riunirsi in assemblea. “Oggi abbiamo dimostrato che l’università non è dei preti e della polizia – ha detto al megafono Chiara del movimento ‘Fuoriluogo’ – l’università è degli studenti e delle studentesse, di chi ogni giorno costruisce un modello diverso di formazione, gratuita e libera, per tutte e tutti. È vergognoso che, dopo che l’università è stata chiusa per mesi, oggi hanno schierato la polizia per non farci parlare. Ma non vi preoccupate, questo è solo l’inizio, perché l’università è nostra e ce la riprenderemo con la lotta!”.

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