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La Manovra arriva al Senato. Solo 16.800 persone in pensione con Quota 102

ROMA – Saranno solo 16.800 le persone che nel 2022 potranno andare in pensione con Quota 102, ossia con 64 anni di età e 38 di contributi. È questa la platea che stima la relazione tecnica allegata alla Manovra trasmessa al Senato. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, su Facebook spiega che dopo la trasmissione a Palazzo Madama, “da martedì, in commissione Bilancio, comincerà il prezioso lavoro emendativo dei parlamentari. È una Manovra che quest’anno deve essere necessariamente vista come funzionale alla realizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, alla cui attuazione sta lavorando anche la Camera dei deputati con l’esame del decreto-legge dedicato”.

Per il ministro, l’orizzonte della legge di Bilancio da 30 miliardi “è quello di una programmazione pluriennale, con investimenti, tagli delle tasse, riforma delle pensioni, miglioramento di misure come il reddito di cittadinanza e il Superbonus, che serviranno a consolidare la crescita del Paese, già quest’anno superiore alle aspettative, oltre la soglia del 6% del Pil”.

“Ai parlamentari – aggiunge D’Incà – ora il compito di lavorare al testo integrando e migliorando tutti i 219 articoli per stimolare ulteriormente le imprese, incentivare la ricerca scientifica, per la quale sono stati stanziati poderosi finanziamenti, proseguire nella strada già tracciata della transizione ecologica, della parità salariale tra uomo e donna, del sostegno alle fasce più deboli. Governo e Parlamento continueranno a lavorare in sinergia a tutte le riforme che costituiscono la solida impalcatura a sostegno del Pnrr e del futuro del nostro Paese”, conclude D’Incà.

Sul tema delle pensioni, il premier Mario Draghi ha deciso di convocare per martedì alle 17.30 i leader di Cgil, Cisl e Uil. I sindacati avevano bocciato la decisione di istituire Quota 102 per il 2022 per poi tornare alla legge Fornero, minacciando anche scioperi.

BONOMI: “LO SCIOPERO NON PUÒ ESSERE UN RICATTO”

E proprio alla possibile mobilitazione dei sindacati ha risposto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, intervenendo all’assemblea di Federmanager: “Non è minacciando scioperi e mobilitazioni” che il Paese cresce. “Gli italiani ci chiedono altro, di dare risposte al Paese. Si crede ancora che lo sciopero sia un ricatto per aver quel che si vuole, ma le soluzioni le dobbiamo trovare insieme”.

“IN MANOVRA TROPPO POCO PER GIOVANI E DONNE, MANCA LA SPINTA DELLE RIFORME”

“”Il tema centrale è come rispondiamo ai giovani, come smettiamo di dare schiaffi a donne e giovani che hanno sofferto di più questa crisi. Cosa c’è in questa legge di bilancio per i giovani? 516 milioni di incentivi per l’acquisto della prima casa e 10 giorni di congedo familiare. Se è questo che diamo ai giovani – ha proseguito il numero uno degli industriali – non siamo sulla giusta strada”.

Bonomi si è detto deluso per la legge di Bilancio approvata dal Consiglio dei ministri: “Io veramente pensavo che questa legge di Bilancio fosse il primo passo a servizio delle riforme che servono da 25 anni. Immaginavamo uno scenario che doveva mettere al centro una politica industriale di questo Paese, un’occasione per parlare delle filiere e della qualità dell’occupazione. Questo non avviene perché non si riesce a realizzare una grande partnership pubblico-privato, questo si può realizzare se ci si mette attorno a un tavolo. Un Paese serio fa questo”.

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