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La cooperazione è partecipazione (e antidoto alla guerra): appuntamento a Roma il 23 e 24 giugno

ROMA – Due giorni per riflettere e fare il punto sul “sistema della cooperazione” per lo sviluppo e l’aiuto umanitario. Con un dibattito che tenga insieme le istituzioni con l’impegno, le idee e la partecipazione della società civile: dalle università alle organizzazioni non governative e di volontariato fino alle imprese private. È questa la prospettiva di Coopera, conferenza triennale di settore prevista a Roma il 23 e 24 giugno.
Secondo la viceministra degli Esteri Marina Sereni, “il programma è frutto della collaborazione tra tutti i soggetti della cooperazione italiana, a partire dalle organizzazioni della società civile, con le tre reti Aoi, Cini e Link 2007, ma anche le università, gli enti locali, le regioni e le imprese private che fanno parte della nuova architettura prefigurata dalla legge 125 del 2014”.
Ad aprire i lavori il 23 giugno, all’Auditorium della conciliazione, sarà un intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Panel dedicati alle cinque “p”, pace, persone, prosperità, pianeta e partnership, seguiranno la plenaria inaugurale. A partecipare alla prima sessione saranno il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, il cardinale segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, la direttrice esecutiva di Unicef Catherine Russell, il presidente delle ong del Burkina Faso Christelle Kalhoule, la portavoce nazionale della Campagna 070 Ivana Borsotto e la commissaria europea per le Partnership internazionali Jutta Urpilainen. In video il messaggio della vicesegretaria generale dell’Onu Amina Mohammed.
SERENI: “RILANCIAMO LA COOPERAZIONE, È IL CONTRARIO DELLA GUERRA”
Bisogna rilanciare lo strumento della cooperazione, che oggi vuol dire anzitutto impegno per la pace, “il contrario della guerra, perché quando si lavora insieme difficilmente ci si spara”: così all’agenzia Dire la viceministra degli Esteri Marina Sereni.
Il contesto è anche quello del conflitto armato in corso in Ucraina da oltre cento giorni, che si è aggiunto ad altre crisi, dal Sahel fino all’Afghanistan. Sereni risponde a una domanda sulle cinque “p”, pace, persone, prosperità, pianeta e partnership, scelte come riferimenti per l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. “Partiamo dalla ‘p’ di pace” scandisce la viceministra: “Senza la pace non possiamo fare sviluppo e non possiamo occuparci di sostenibilità”.

L’intervista si tiene in Farnesina, a margine di una presentazione degli appuntamenti del 23 e 24 giugno, in programma all’Auditorium della conciliazione a Roma. “La cooperazione è un po’ il contrario della guerra” riprende Sereni. “Quando si coopera, quando si lavora insieme e quando si collabora difficilmente ci si spara”. La viceministra continua: “Stiamo valorizzando il piu’ possibile la cooperazione, come strumento per ridurre il gap e le disuguaglianze e costruire risposte con i nostri partner, partendo dal presupposto che tutte le ‘p’ sono importanti, perché sono l’architrave dell’Agenda 2030”.
Tra i nodi quello della salute globale e poi quello della pace, che ritorna. “Naturalmente sia la pandemia di Covid-19 sia l’aggressione russa nei confronti dell’Ucraina allontanano gli Obiettivi Onu di sviluppo sostenibile”, sottolinea Sereni, “ma noi siamo qui per rilanciare lo strumento della cooperazione e dell’impegno dell’Italia e dell’Europa al fianco dei nostri partner”.
CASSESE (FARNESINA): “LA SALUTE GLOBALE È CRUCIALE”
Nuove emergenze, come quella del conflitto armato in Ucraina, non devono far dimenticare dopo due anni di pandemia di Covid-19 la necessità dell’impegno per costruire sistemi sanitari “piu’ resilienti”: lo ha sottolineato Fabio Cassese, direttore generale per la Cooperazione allo sviluppo, durante un incontro in Farnesina.
L’occasione è stata la presentazione della conferenza Coopera, in programma a Roma all’Auditorium della conciliazione il 23 e 24 giugno. Cassese ha presentato i temi al centro di panel e dibattiti della due giorni, a partire dal primo, intitolato “Lo sviluppo nel nome della pace. Affrontare le fragilità, promuovere i diritti, prevenire i conflitti”. In programma anche appuntamenti dedicati alla “mobilità umana sostenibile”, alla “finanza per lo sviluppo”, ai “partenariati per la salute globale” o ad “ambiente, clima ed energia per una transizione equa e sostenibile”.
Secondo Cassese, un filo rosso sarà l’impegno per la pace, partendo dall’assunto che “la cooperazione è l’opposto della guerra” e che “con la cooperazione si possono prevenire i conflitti”. Il direttore ha sottolineato: “Affronteremo i temi legati alle persone, concentrandoci sulla mobilità umana e una sua gestione sostenibile, sulla tutela del pianeta e poi sulla salute come bene pubblico: dopo due anni di pandemia non dobbiamo dimenticarcene solo per il sopraggiungere di un’altra emergenza”.
MAESTRIPIERI (AICS): “FONDAMENTALE FAR PARTECIPARE”
Sarà la partecipazione l’orizzonte decisivo di Coopera, lo ha detto Luca Maestripieri, direttore dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), sottolineando l’esigenza di coinvolgere anche gli “strati della società” in apparenza “piu’ distanti”.
L’idea di base è che la due giorni non dovrà essere soltanto un dibattito interno, cioé tra gli addetti ai lavori impegnati sui temi della sostenibilità fissati nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
“La conferenza è fatta per far partecipare chi lavora nella cooperazione ma anche per chi vuole avvicinarsi a questo mondo, per apprezzarne il contenuto” ha sottolineato Maestripieri, durante una presentazione stampa. “Auspico che attraverso la campagna di comunicazione che parte oggi sarà possibile raggiungere anche gli strati della sociali piu’ distanti dalle nostre tematiche, anche se è difficile pensare a una distanza dai temi della cooperazione, che sono quelli dell’Agenda 2030 e dello sviluppo sostenibile”.

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