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In ‘Doc 2’ il Covid e il post pandemia: le anticipazioni della serie con Luca Argentero

ROMA – Lo avevamo lasciato lungo le corsie del Policlinico Ambrosiano indeciso tra due donne, l’amore di una vita ed ex moglie Agnese, e Giulia, la collega con la quale aveva iniziato una relazione prima che un colpo di pistola cancellasse 12 anni della sua memoria. Lo ritroviamo a distanza di un anno nello stesso luogo, alle prese con scelte molto più complesse, in grado di determinare la vita o la morte dei suoi pazienti, dopo l’arrivo in Italia di un virus proveniente dalla Cina. Parliamo di Andrea Fanti alias Doc, il medico impersonato da Luca Argentero, protagonista dell’omonima serie record di ascolti in tv.

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‘DOC 2′, LA SPERANZA DOPO IL COVID

Nella seconda stagione del medical drama italiano prodotto da Lux Vide e Rai Fiction (in onda su Rai 1 per 8 serate a partire dal 13 gennaio) a sconvolgere il reparto milanese di Medicina Interna arriva, infatti, il Covid. “Non potevamo non affrontare lo tsunami della pandemia, dovevamo sfruttarlo, ma senza farci travolgere. Se la prima stagione è stata un po’ la biografia di Fanti la seconda, che più che un sequel è un po’ una prima stagione, è una biografia di un Paese. Racconta all’Italia un modo di uscire dalla pandemia”, ha dichiarato Francesco Arlanch, sceneggiatore della serie insieme a Viola Rispoli, durante la conferenza stampa che si è tenuta questa mattina negli studi di ‘Doc – Nelle tue mani’. Ad accogliere virtualmente nella sala medici della serie i giornalisti collegati da remoto, il cast quasi al completo con tanto di camice indosso, affiancato da produttori e registi. “È la prima serie che parla di una pandemia dalla quale non si è usciti- ha dichiarato Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Fiction- ‘Doc’ pensa la pandemia come un’emergenza con la giusta dosatura di allarme ma non allarmismo. Però c’è un orizzonte di ottimismo, i protagonisti della serie fanno squadra per uscirne”.

La seconda stagione della serie non indugerà infatti oltremodo sulla fase critica dell’emergenza sanitaria, ma racconterà piuttosto i segni che il Covid ha lasciato nelle persone e il ritorno alla normalità. “Ciò che vedete è super vagliato da un’equipe di medici ed esperti. C’è un grande lavoro di preparazione dietro a ciò che facciamo sul set- ha dichiarato l’amministratore delegato di Lux Vide, Luca Bernabei. A dare il loro contributo, il primario di Medicina Interna del policlinico Gemelli, Raffaele Landolfi e Pierdante Piccioni, primario dell’Ospedale di Codogno in prima linea contro il Covid. La vera storia di quest’ultimo, che a seguito di un incidente ha perso 12 anni di memoria, raccontata nel libro “Meno dodici’, ha ispirato la serie e il personaggio di Doc.

‘DOC 2′, I NUOVI PERSONAGGI

Al Covid e ai casi in corsia, come nella prima stagione, si affiancheranno le storie personali dei protagonisti della serie che hanno appassionato i telespettatori, a cui si aggiungeranno quelle delle new entry. Tra queste ci saranno: Cecilia Tedeschi, una virologa, indipendente ed emancipata, che ha difficoltà a relazionarsi con il mondo esterno (un po’ l’antitesi di Doc), interpretata da Alice Arcuri; Lucia Ferrari, psicologa esperta nei disturbi post traumatici (Giusy Buscemi) e Damiano Cesconi (Marco Rossetti), medico deluso dal Servizio Sanitario Nazionale, in arrivo da Roma.

‘DOC 2′, LOVE STORY E EVOLUZIONE DEI PERSONAGGI: COSA SUCCEDERÀ?

Per quanto riguarda i protagonisti, il personaggio di Giulia, interpretato da Matilde Gioli, “subirà un’evoluzione, si taglierà anche i capelli- svela l’attrice-. Doc non recupera la memoria e non si sa se succederà mai, ma lei decide di andare avanti come medico e donna”. 

Sulle love story in corsia in conferenza stampa gli altri interpreti non si sbilanciano, ma uno scoop lo dà Luca Bernabei: la caposala Teresa (Elisa Di Eusanio) vivrà un grande amore.

E il protagonista interpretato da Luca Argentero? Finita l’emergenza sanitaria, per difendere il suo team e il suo metodo di lavoro, incentrato sulla medicina narrativa e sul rapporto empatico con i pazienti il dottor Fanti, capirà che l’unica possibilità sarà quella di affrontare un difficile percorso di test medici e psicologici che gli permettano di tornare a essere primario. Ma per questo, oltre a dover recuperare i progressi fatti dalla medicina negli ultimi dodici anni, dovrà scendere a patti con la sua prefrontalità, la condizione frutto del suo incidente, che lo porta a dire tutto quello che gli passa per la testa, senza filtri: un lusso che non potrebbe più permettersi. Inoltre dovrà fare i conti anche, con il senso di colpa per qualcosa successo nel momento peggiore dell’emergenza e che tutti si sforzano di tenere nascosto, come un segreto inconfessabile e terribile.

“Mi piace l’essere prefrontale di ‘Doc’, non saper trattenere ciò che gli viene in mente- ha dichiarato Argentero- È ciò che mi ha lasciato questo personaggio. Faccio sempre più fatica ad essere diplomatico, cerco di andare più dritto al punto”, ha dichiarato. E a chi gli chiede se sarà ospite a Sanremo scherzando risponde: “Visto come vi ho accolti oggi potrei addirittura condurlo io”, quindi tornando serio, non si sbilancia e dichiara che sarà felice di andare se verrà invitato.
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