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“In Campania 100mila pazienti soffrono di dolore cronico”, presentato a Napoli il progetto Relief

NAPOLI – “Circa 100mila persone che vivono in Campania soffrono di dolore cronico. 2/3mila di queste fanno la drammatica esperienza del dolore disabilitante: per dare risposta a questi cittadini ed ai loro bisogni è necessario avviare urgentemente sul nostro territorio la Rete regionale per la gestione del dolore cronico”: l’ha affermato Arturo Cuomo (Direttore Anestesia, IRCCS Pascale, Napoli) all’interno del Forum del “Progetto Relief: una lotta nelle regioni, un’emergenza per la sanità”, evento regionale tenutosi a Napoli e promosso dalla testata Italian Health Policy Brief-IHPB con il supporto non condizionato di Grünenthal Italia.

Il dolore cronico, che grazie alla legge 38.2010 è ormai definito patologia da curare, ha numeri e dimensioni importanti con circa 1milione di persone toccate in Italia da dolore severo e 200mila di queste con dolore debilitante. Nello specifico accompagna le cefalee e le cervicali, le fibromialgie e le osteoartriti, le neuropatie centrali e periferiche, il low back pain ed i pazienti con condizioni di dolore post Covid 19. Eppure – nonostante la sua diffusione, il suo impatto socio-economico e le norme esistenti per affrontarlo – il dolore cronico è ancora sottostimato, poco percepito ed identificato come patologia, ed ancor meno curato, nonostante l’esistenza di centri Hub and Spoke dedicati.

CUOMO (IRCCS PASCALE): “AVVIARE COORDINAMENTO REGIONALE PER RISPONDERE AI BISOGNI DEI CITTADINI E DELLE LORO FAMIGLIE”

Arturo Cuomo (che è anche membro del board nazionale Relief), ricordando che negli ultimi anni il nostro Paese (ed anche la Campania) ha registrato la scarsa attenzione verso questa problematica (pur in presenza di una legge giudicata “rivoluzionaria”), ha sottolineato che oggi occorre dar vita con urgenza alle Reti richieste dall’accordo Stato-Regioni del luglio 2020, strumento che può assicurare una corretta clinical governance della patologia ed un’integrazione tra centri hub/spoke e territorio, connettendo tra loro le competenze e monitorando i risultati.

“L’accreditamento della Rete di terapia del dolore in Campania è il nostro obiettivo come esperti multidisciplinari”, ha sottolineato Cuomo, che ha contestualmente proposto l’acquisizione regionale delle 5 azioni irrinunciabili messe a punto dal Progetto Relief: “creare consapevolezza socio-politica e istituzionale sulla necessità di prendere in carico i pazienti con dolore cronico; creare gli organismi di coordinamento regionale; monitorare le cure e l’equità di accesso alle stesse; fornire formazione continua per le figure professionali coinvolte; comunicazione e informazione corretta per i cittadini, per gli operatori e per i media”. 

A questi cinque punti programmatici è giunto, dopo oltre un anno e mezzo di lavoro, il board Relief composto da esperti su scala nazionale (anestesisti, medici di medicina generale, rappresentanti di cittadini…) di cui faceva parte anche Maria Caterina Pace (professoressa Anestesiologia, Uni. Vanvitelli) che ha sottolineato come “per attivare correttamente la Rete sia necessario avviare azioni di formazione multiprofessionale assicurando pertanto la presenza diffusa di personale dedicato e formato, capace di affiancare pazienti e loro caregiver in un’azione non occasionale ma rispondente ai Livelli essenziali di Assistenza”

Durante il forum Ugo Trama (Direttore politiche del Farmaco e Interventi Socio-Asistenziali della Regione Campania), ha assicurato l’attenzione regionale, confermando che “La Regione Campania intende avvalersi dei messaggi che gli esperti del Progetto Relief hanno messo a punto, riprendendo il percorso ad oggi interrotto del Coordinamento regionale sul Dolore cronico, partito alcuni anni fa, ma poi rallentato bruscamente anche a motivo del periodo pandemico. Non intendiamo abbandonare i cittadini e i pazienti del nostro territorio: sappiamo che ci sono migliaia di persone che attendono ascolto, cure, assistenza e siamo decisi a creare le condizioni affinché la rete regionale possa prendere forma e diventare operativa anche grazie a piattaforme tecnologiche in grado di condividere tra operatori sanitari e organizzazioni i bisogni di salute”.

“Accogliamo con estremo favore l’impegno preso dal Ugo Trama, in rappresentanza della Direzione Generale Salute a portare avanti un metodo di concertazione con tutti i soggetti presenti al tavolo e che si iscrive in uno stile da tempo al centro dei rapporti tra Regione Campania e stakeholders della salute”, ha dichiarato Lorenzo Latella (Segretario regionale Cittadinanzattiva), “Ora dobbiamo essere capaci, tutti insieme, di trasformare il metodo in azione, in ricadute pratiche che possano guardare al dolore non come ad un sintomo, ma come ad una vera e propria patologia che necessita di percorsi strutturati a partire dall’infanzia e che impattino anche su una cultura che inscrive il dolore in una accezione quasi fatalista che richiama la necessità della sopportazione. Abbiamo il dovere di scardinare il paradigma esistente e di generare una nuova visione che ci permetta di guardare al dolore e alla sua cura in un’ottica di multidisciplinarietà, con il supporto informatico e con una piena collaborazione con le Associazioni che tanto possono fare per la diffusione delle informazioni tra i cittadini, per lo snellimento dei percorsi burocratici e per offrire una visione nuova e innovativa che si centri realmente sul paziente”.

Nel forum sono intervenuti anche Adriano Cristinziano (Direttore farmacia, Ospedale dei Colli), Fabio Borrometi (Terapia dolore pediatrico, Ospedale Santobono), Matteo Laringe (Presidente SIMG Regione Campania), Maria Giuliano (Presidente SIMPE Campania) e Pietro Vassetti (Responsabile HUB Terapia Dolore, San Giugliano) che ha ricordato “l’importanza di continuare a creare una cultura diffusa e omogenea nel mondo degli operatori sanitari verso la terapia del dolore: il primo successo che possiamo ottenere deve essere il raggiungimento di una convinta partecipazione dei medici all’assunzione di responsabilità nei confronti del dolore non trattato”.

STERPONE (GRUNENTHAL): “LA NOSTRA AMPIA EXPERTISE A SUPPORTO DI NETWORKING COLLABORATIVI”

Il Progetto Relief è sviluppato grazie al contributo non condizionante di Grünenthal Italia.”Come leader mondiale nella gestione del dolore da quasi 50 anni, – commenta Aldo Sterpone, General Manager di Grünenthal Italia – siamo pienamente consapevoli dell’impatto gravoso che il dolore ha ancora sui pazienti, sulle famiglie e, più in generale, sul Sistema Paese. Per questo siamo fortemente impegnati a trasformare quest’area, anche a networking collaborativi a livello regionali come il Progetto Relief. Il sostegno di Grunenthal nasce da questo ed ha l’obiettivo ultimo di rispondere al bisogno di salute nell’area e di migliorare la gestione del dolore cronico.”

Grünenthal è leader globale nella gestione del dolore e delle malattie correlate. Presente in 29 paesi con filiali in Europa, America Latina e Stati Uniti e con headquarter in Germania, Grünenthal è una società basata sull’innovazione, con continua a leggere sul sito di riferimento