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Imprese, in area montana è più facile reperire personale: l’esempio friulano di Resia

RESIA (UDINE) – Il problema del reperimento delle risorse umane è il medesimo, sia nelle terre alte che in pianura. Si registra però una controtendenza in montagna dove le persone, anche giovani, desiderano tornare a vivere e lavorare. È quanto emerso dall’incontro che si è tenuto nella piccola comunità montana di Resia (Udine), organizzato dal Gruppo Pmi Aidp (Associazione italiana per la direzione del personale) Veneto e Friuli Venezia Giulia, con Cristian Paravano, amministratore di Gatto Astucci, di Domegge (Belluno), e con la presenza di Ilaria Agosta, presidente di Aidp VeFvg.

Si registra però una controtendenza, emersa dal dibattito: è cronica la mancanza di personale presso le aziende che sono alla continua ricerca – il lavoro c’è ma mancano gli addetti – In montagna però, come nella Valle di Resia, sembra che si stiano creando i presupposti per trovare nuova forza lavoro.

Anna Micelli, sindaco di Resia, ha confermato, in seguito anche al battage mediatico che si è prodotto, con le novità accadute nell’area, un certo interesse per la zona. “Tanto che, alcuni giovani hanno deciso di tornare a vivere in valle, spinti anche dalle nuove possibilità di lavoro sorte. Mossi anche da un ritorno ad una qualità della vita in un contesto naturale che offre molto” ha spiegato Micelli. Ospite, fra gli altri, Renato Railz, presidente di Eurolls (multinazionale friulana nel settore della metalmeccanica) che ha snocciolato i dati della sua azione in montagna: “Abbiamo aperto una sussidiaria produttiva della nostra azienda a Resia che, ad ora, occupa 11 persone. Ed a regime saranno almeno 15, con l’intento di aumentare ancora. Il lavoro c’è, servono le persone giuste, con voglia di lavorare e impegnarsi. In montagna abbiamo trovato queste persone, ed è stato più semplice che in pianura, e di questo siamo sorpresi”.

Gli ha fatto eco Giovannino Bearzi, fondatore della Beng di Tolmezzo (Udine), produttrice di fari e fanali per auto di lusso: “Ci teniamo molto al benessere del lavoratore, proprio in questi giorni abbiamo elargito a tutti i nostri dipendenti una estensione dell’assicurazione per loro e i familiari. In montagna il lavoro non manca. Servono impegno e buona volontà, qualcosa si sta comunque muovendo. Gli esiti della pandemia stanno riportando le persone anche in montagna”. Paravano ha fornito i dati delle Pmi in Italia che rappresentano oltre il 12% dell’intero Pil del nostro Paese. “Il peso specifico della piccola media impresa italiano è enorme- ha sottolineato Paravano- la gestione delle risorse umane all’interno delle aziende risulta fondamentale, per lo sviluppo e il loro successo nel futuro. È uno dei temi cardine per un futuro economico fatto di crescita”.

Fabiano Benedetti, fondatore ed amministratore della tecnologica Beantech di Udine, ha confermato: “Siamo oggi una realtà da 200 dipendenti, la maggior parte dei quali rientrano nella Generazione Z, o Millennials. È una sfida continua il nostro core business, oltre che mantenere motivati questi giovani. Lo facciamo anche con la nostra Academy che, direttamente in contatto con le università e gli istituti superiori, forma queste persone prima di entrare nella nostra azienda che si presenta molto dinamica, e per questo attraente. Rimane comunque un impegno continuo e giornaliero per mantenere viva la voglia di lavorare con noi, in un settore, quello tecnologico, che continuamente ci impone di alzare l’asticella delle sfide”.

Franco Morgante, titolare del noto prosciuttificio omonimo di San Daniele (Udine), ha spiegato come “una azienda familiare come la nostra necessita ancora di una professionalità precisa legata alla lavorazione del prosciutto. Non possiamo pensare di fare smart working nel nostro contesto. I nostri addetti devono avere una buona manualità da utilizzare sul campo, sul prodotto”. Ilaria Agosta ha concluso: “Il capitale umano è fondamentale sempre, in particolar modo oggi, con una competitività serrata come quella quella che stiamo vivendo in tutti i settori, per la piccola media impresa italiana”.
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