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Il russo Abramovich, patron del Chelsea, è sefardita: diventa portoghese

ROMA – I rami dell’albero genealogico sono pressoché infiniti, si sa. E comunque a Porto assicurano che la concessione della cittadinanza è stata regolare: Roman Abramovich, l’oligarca russo patron del Chelsea, avrebbe versato alla locale Comunità ebraica solo la quota associativa di partecipazione di 250 euro.

Sta di fatto che il miliardario, già titolare di passaporto israeliano ma in difficoltà a ottenere il rinnovo del visto per affari in Gran Bretagna, è appena diventato il portoghese più ricco di tutti. Come ha ricostruito alcuni giorni fa il quotidiano lusitano Publico, il riconoscimento è stato reso possibile da una legge di Lisbona che consente la concessione della cittadinanza ai discendenti dell’antica comunità sefardita, costretta a lasciare la penisola iberica alla fine del XV secolo.

Le norme sono in vigore dal 2015 e hanno permesso di riconoscere migliaia di nuovi portoghesi, divenuti titolari di un passaporto europeo molto più a ovest rispetto a tanti oligarchi russi che, stando a un’inchiesta del giornale britannico The Guardian, hanno arricchito le casse di Cipro a un ritmo di un miliardo di euro l’anno.
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