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Il padre di Saman davanti ai giudici in Pakistan: “Lei è viva”

ROMA – Shabbar Abbas avrebbe sostenuto davanti ai giudici di Islamabad che sua figlia Saman sarebbe ancora viva. L’uomo, accusato dalla Procura di Reggio Emilia di omicidio, sequestro di persona e soppressione di cadavere in concorso con altri quattro familiari, è comparso oggi in udienza per la convalida del suo arresto avvenuto in Pakistan il 15 novembre scorso, in esecuzione di un mandato di cattura internazionale.

L’Italia ha chiesto l’estradizione di Shabbar e ora il suo avvocato ha una settimana di tempo per visionare i documenti relativi alla procedura. Quanto l’accusato avrebbe dichiarato oggi in aula, risulta però stridente con il ritrovamento dei resti umani nelle campagne di Novellara, che gli inquirenti reggiani sono convinti appartengano a Saman, fatta sparire- è la tesi della Procura di Reggio- nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio per aver “disonorato” la famiglia con il rifiuto a delle nozze combinate. Il luogo del ritrovamento, tra l’altro è stato indicato una settimana fa da Danish Hasnain, zio della ragazza, ora in carcere, che le avrebbe materialmente tolto la vita.

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Nel frattempo il giornalista pakistano Ahmad Ejaz, che nei giorni scorsi ha lanciato una petizione per chiedere che sia conferita a Saman la cittadinanza italiana postuma, lancia un nuovo appello: “Ci aspettiamo che anche le istituzioni pubbliche diano un segnale forte, dichiarando funerali di Stato per Saman, uccisa a 18 anni soltanto perché voleva difendere i diritti delle seconde generazioni in Italia”, scrive Ejaz in un post su Facebook. “Il suo coraggio non deve essere dimenticato- prosegue- e la sua morte non deve essere vana. Saman non ha nessuno in Italia per i suoi funerali, perciò dobbiamo essere noi i suoi parenti, i suoi amici e i suoi cari”.

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