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Il giudice si riserva di decidere sul rilascio del cugino di Saman Abbas

REGGIO EMILIA – Il tribunale del Riesame di Bologna si pronuncerà all’inizio della prossima settimana sul ricorso presentato dagli avvocati del 28enne Ikram Ijaz, cugino di Saman Abbas, per il rilascio del giovane detenuto da un mese nel carcere di Reggio Emilia. Al termine dell’udienza di oggi a Bologna, durata tre ore, il giudice si è infatti riservato. I difensori di Ijaz, Noris Bucchi e Luigi Scarcella del foro di Reggio, hanno parlato per circa due ore motivando il ricorso e contestando in sostanza la gravità del quadro indiziario a carico del loro assistito che, dall’emissione di ordinanza di custodia cautelare, sarebbe a loro dire anche cambiato. Per circa un’ora il pm ha perorato invece il rigetto dell’istanza.

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Ijaz è l’unico dei cinque familiari indagati di Saman finora rintracciato dagli inquirenti per il presunto omicidio della ragazza pachistana, scomparsa il 30 aprile scorso da Novellara dopo aver rifiutato un matrimonio combinato in patria.

I genitori della 18enne Saman, un altro cugino e lo zio, considerato l’autore materiale dell’omicidio, sono latitanti. Lui invece, bloccato a fine maggio a Nimes, è stato estradato dalla Francia il 9 giugno. Il 28enne, nell’interrogatorio di garanzia, si è avvalso della facoltà di non rispondere preannunciando però l’intenzione di rendere dichiarazioni spontanee ai magistrati per chiarire la sua posizione. Cosa che è avvenuta venerdì scorso quando il ragazzo è stato “torchiato” per 9 ore, ribadendo tuttavia la sua innocenza.Contro di lui ci sono le immagini delle telecamere di videosorveglianza dell’azienda agricola dove gli Abbas lavoravano, che lo riprendono con l’altro cugino e lo zio avviarsi verso la campagna con attrezzi da scavo in mano. Per gli investigatori erano diretti al luogo in cui poi avrebbero scavato la buca dove collocare il corpo di Saman, che dopo oltre due mesi di ricerche non è stato ancora ritrovato.

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