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‘Il Divin Codino’, Baggio: “Racconta l’importanza di dare il massimo a prescindere dal risultato’

ROMA – Resilienza. Se si dovesse descrivere con una parola Roberto Baggio sarebbe questa. Un grande calciatore, ma prima ancora un uomo che non ha mai smesso di lottare per inseguire i propri sogni. È questa la storia di una vita ‘straordinariamente normale’ che Netflix insieme a Mediaset ha voluto raccontare nel film ‘Il Divin Codino’ in arrivo sulla piattaforma streaming dal 26 maggio.

Dall’esordio giovanissimo nella squadra del Lanerossi Vicenza, fino alla mancata convocazione in Nazionale nel 2002, passando per i Mondiali del 1994 in America, la pellicola ripercorre la carriera del ‘divin codino’ costellata di tanti successi, ma anche di dure prove. Come il primo infortunio all’età di 18 anni e a un passo dall’esordio in serie A con la Fiorentina. Menisco e crociato rotti, 220 punti di sutura e oltre due anni per tornare a giocare. Per molti sarebbe stata già la fine della carriera.

“All’inizio volevamo mettere tutta la sua storia calcistica, ma avevamo solo 90 minuti, così abbiamo scelto il tema della sfida, selezionando tre momenti come sineddoche per tutta la vita. Insegue un destino e non lo ottiene, ma raggiunge quello di diventare il calciatore piu amato d’Italia”, ha dichiarato durante la conferenza stampa di presentazione on line della pellicola Ludovica Rampoldi, che insieme a Stefano Sardo ha realizzato la sceneggiatura del film. Sardo ha spiegato poi perché il film non racconta il calciatore con la maglia juventina, milanista o bolognese: “Sapevamo di esporci a critiche in questo modo, ma Baggio è sempre stato una persona riservata che non ha fatto un brand di se stesso. Non è mai stato una bandiera di una squadra, ma ha rappresentato l’Italia intera, ed è di questo che parla il film”.

L’IMPORTANZA DEL PERCORSO OLTRE L’OBIETTIVO

Delle eventuali critiche non si cura il protagonista del film Andrea Arcangeli, che in conferenza stampa a fianco di Roberto Baggio ha spiegato come per lui sia stato decisivo capire dal calciatore che l’importante nella vita è dare il massimo, a prescindere dal risultato. Che poi è il messaggio stesso del film. “Quello che tu dai nel viaggio verso l’obiettivo- ha dichiarato Baggio- è la cosa più importante. Devi avere dato il massimo. Andrea ha fatto questo percorso con grande passione e gli sono infinitamente grato. Hanno fatto un lavoro incredibile che mi rende felice”. E del suo di percorso, fatto di tante cadute, il numero dieci ha ricordato:

“Quando mi avvicinavo a un risultato importante della mia carriera, l’ultima parte era sempre la più difficile, è un po’ il mio karma. All’inizio mi pesava molto perché non avevo le armi per combatterlo poi ho incontrato il buddismo e questo mi ha aperto un altro mondo. So che funziona così, è qualcosa che ho dentro, che devo combattere. È la missione della mia vita e ora lo faccio con serenità”.

L’INCONTRO CON IL BUDDISMO

Il film racconta anche dell’incontro con la religione buddista, abbracciata a Firenze subito dopo il suo primo infortunio, che gli ha dato la spinta per ripartire ogni volta che ha dovuto affrontare delle difficoltà. “Dove finiscono le nostre capacità inizia la nostra fede. Una forte fede vede l’invisibile, crede l’incredibile e riceve l’impossibile”, recita il Divin Codino nella pellicola in uno dei momenti più difficili della sua carriera, citando il suo maestro Daisaku Ikeda. E così ci si rialza anche dopo quel rigore sbagliato con il Brasile che è costato un Mondiale all’Italia: “Me lo porterò per sempre dentro. L’ho vissuta malissimo perché era il sogno che ho rincorso da sempre. È qualcosa che non si cancella”.

IL RAPPORTO DI BAGGIO CON IL PADRE

Al centro de ‘Il Divin Codino’ anche il difficile rapporto del calciatore con il padre, interpretato da Andrea Pennacchi e presente in conferenza stampa insieme a Valentina Bellè, nella pellicola Andreina moglie del protagonista), mai incoraggiante ma sempre presente, una persona rigida che difficilmente esprime i suoi sentimenti, ma che a modo suo si scoprirà essere stato uno degli artefici del successo di suo figlio. Tra i motivi che hanno spinto il calciatore ad accettare questo progetto c’era anche questo: “Spesso non capiamo I nostri genitori, i nodi però con il tempo si vanno a sciogliere. Molte persone hanno problemi con i genitori, ma quando non ci sono più poi uno ci pensa. Spero che questo film aiuti a riflettere su questo”, ha dichiarato il calciatore ricordando il padre ancora in vita quando sono iniziate le riprese del film.

DIODATO FIRMA LA COLONNA SONORA: “BAGGIO SEI IL MIO MITO”

A firmare la colonna sonora de ‘Il Divin Codino’ Diodato, con la canzone ‘L’uomo dietro al campione’. “Sei il mio mito. Mi sono lasciato ispirare da quelle emozioni che sin da bambino mi hai regalato. Sono contento di aver conosciuto una persona meravigliosa, non avevo dubbi”, ha dichiarato il cantante in un video mostrato durante la conferenza stampa.

IL DIVIN CODINO, RECENSIONE

Emozioni che lo spettatore non può non vivere di fronte a una storia come quella di Baggio, anche se, purtroppo, la trasposizione cinematografica della sua vita nella pellicola di Netflix non brilla di originalità, né narrativamente né tantomeno dal punto di vista della regia, sconfinando spesso nel didascalismo. Ottima invece la prova attoriale di Arcangeli, che restituisce anima e corpo al numero 10 (tanto che a tratti sembra davvero di vedere Baggio), con negli occhi e nel sorriso appena accennato quell’umanità, che insieme all’innato talento calcistico, rendono ancora oggi il ‘Divin Codino’ uno dei calciatori più amati di sempre.

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