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Il Comune di Molazzana rischia il dissesto finanziario per salvare 61 cani

FIRENZE – Oltre 60 cani da mantenere e la paura che le casse comunali tracollino. Molazzana conta poco più di mille anime, è immerso nel verde della Garfagnana e ora rischia il dissesto finanziario. Il piccolissimo municipio in provincia di Lucca, infatti, è invischiato in una storia bizzarra quanto paradossale legata al destino di 61 cani. Quelli rinchiusi in una struttura abusiva sequestrata dall’Asl e dai Carabinieri lo scorso maggio.

Fin qui la cronaca che nel corso delle settimane si è trasformata in un problema economico gigantesco per Molazzana. Perché il proprietario, denunciato dalle autorità, è nullatenente, quindi gli animali di fatto sono stati affidati al Comune dal pm, che ha incaricato il sindaco, Andrea Talani, di trovare un luogo adatto alla loro custodia.

Ed è qui che sono iniziati i guai. Talani ha cominciato a contattare diversi canili scoprendo una preoccupante realtà: per la custodia e il mantenimento dei cani vanno sborsati 120.000 euro l’anno, poco meno di 2.000 euro a testa. Una cifra fuori scala per il piccolo municipio. Tanto che il primo cittadino ha preso carta e penna e ha inviato una lettera ad Anci per chiedere il soccorso di altri colleghi sindaci. Perché, fatti i dovuti approfondimenti, quella della solidarietà tra enti è l’unica exit strategy. Lo stabilisce il quadro normativo, come segnala lo stesso Talani: “La giurisprudenza consolidata in materia, dispone, in caso di impossibilità economica del privato, l’assunzione delle spese in carico all’ente pubblico comunale”. Quindi non c’è che la via della solidarietà, altrimenti “non mi resta che dichiarare il dissesto, un dissesto non dovuto a cattiva amministrazione, ma ad una situazione privata che sta travolgendo le pubbliche finanze”, scrive nella missiva.

E l’appello per “trovare una sistemazione ai 61 cani” è stato rilanciato dal presidente di Anci e sindaco di Prato, Matteo Biffoni. Il grido d’aiuto è stato poi raccolto anche dal direttore di Anci, Simone Gheri, che ha inviato una seconda lettera ai capoluoghi toscani, invitandoli “ad accogliere almeno 3 o 4 cani ciascuno”. Firenze, si spiega da Anci, “ha già risposto positivamente, ma la strada è ancora lunga. E oggi anche il presidente Biffoni rilancia, facendo appello non solo ai capoluoghi ma a tutti i Comuni toscani. Oltre naturalmente al buon cuore di singoli cittadini perché adottino questi sfortunati cani, prime e indifese vittime di una situazione che una volta di più mette in luce contraddizioni anche normative per risolvere problemi come questi”.

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