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Il campione paralimpico Bocciardo a #mandaloadire: “Il sindaco cambi visione sui disabili, vanno coinvolti”

GENOVA – “Dinamica, mutevole, ma soprattutto molto audace”. È la Genova di Francesco Bocciardo, una città che però deve diventare anche “più inclusiva, più cosmopolita e più aperta”. Il plurimedagliato campione di nuoto paralimpico è il nono protagonista di #mandaloadire, la rubrica dell’Agenzia Dire dedicata alle amministrative che, domenica 12 giugno, chiameranno alle urne i genovesi per scegliere chi sarà il sindaco per i prossimi cinque anni. Al riconfermato Marco Bucci o al suo eventuale successore, Bocciardo chiede di “cambiare la visione del disabile: è stato fatto tanto e si sta cercando di fare tanto per le persone con disabilità, ma bisognerebbe cercare di cambiare l’approccio. Le persone con disabilità non devono essere viste tanto come soggetti da aiutare e compatire, ma come persone da cercare di coinvolgere maggiormente nella vita e nelle attività della città, per esempio con l’abbattimento delle barriere architettoniche”. Positivo, invece, e “da mantenere a tutti i costi il dinamismo, la volontà di migliorare le cose, di fare progetti mettendosi in gioco”.

Per rilanciare la città dopo la pandemia, l’atleta suggerisce di “creare maggiori spazi di aggregazione e luoghi in cui le persone possano fare smart working. La pandemia ha cambiato mentalità e modo di pensare: oggi non bisogna più pensare alla città come qualcosa di fermo e che non muta. Investirei tantissimo sullo smart working, sul porto che va rilanciato attraverso le nuove tecnologie e sulla formazione, con corsi digitali perché abbiamo tantissimi giovani che hanno competenze che vanno valorizzate e bisogna dargli la possibilità di specializzarsi nei settori informatici che sono quelli trainanti, di cui la nostra regione, anche grazie a realtà come l’Istituto italiano di tecnologia, è per certi aspetti un’eccellenza”.

Niente nomi su chi potrebbe essere il prossimo primo cittadino chiamato a realizzare tutto questo, ma idee chiare sulle caratteristiche che deve avere. “Il sindaco che vorrei deve essere dinamico, pronto a fare anche progetti impopolari- descrive Bocciardo- prima ancora del covid, il crollo del ponte Morandi ha fatto capire quanto Genova e la Liguria abbiano bisogno di infrastrutture. Bisogna pensare e sapere che vanno fatti ancora tanti, tantissimi lavori che magari saranno impopolari, ma che faranno la differenza per la città, non tanto per i prossimi cinque, dieci anni, ma per i prossimi cinquanta. Oggi, attraverso i fondi del Pnrr, abbiamo la possibilità di fare veramente la differenza: dobbiamo, però, essere pronti e soprattutto prendere in mano il nostro futuro”.

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