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Guinea, l’oppositore in Italia: “Ora l’Ue sostenga la transizione”

ROMA – “Quando in Guinea l’ex presidente Alpha Condé arrestava, incarcerava o uccideva gli oppositori e i manifestanti, la comunità internazionale è rimasta a guardare. Ora l’Unione europea e soprattutto la Francia hanno l’opportunità di fare la cosa giusta: accompagnare i militari nel processo di transizione, facendo in modo che entro sei mesi siano organizzate elezioni trasparenti che permettano alla popolazione di scegliere finalmente i propri rappresentanti e permettere alla Guinea di ripartire. In Africa, siamo tra i Paesi più arretrati”. Boubacar Diallo è il portavoce in Italia di uno dei principali partiti di opposizione in Guinea, l’Union des Forces Démocratiques de Guinée (Ufdg), e all’agenzia Dire esprime la posizione del suo schieramento per la fine del governo di Condé, deposto ieri a Conakry in un intervento dei militari guidato dal colonnello Mamady Doumbouya.

“È un piccolo momento di libertà- dice Diallo- ma ora dobbiamo restare vigili”. Il responsabile non vuole però parlare di colpo di stato perché, spiega, “da quando Condé ha modificato la Costituzione per assicurarsi il terzo mandato, lo Stato non esiste più, le istituzioni sono piegate al suo servizio”. Diallo cita il corpo di “militari speciali” che l’ex presidente aveva istituito, dicendo che “erano liberi di violare i diritti dei cittadini”. Diallo ricorda le decine di dimostranti incarcerati o uccisi per essersi opposti alla riconferma di Condé nell’ottobre 2020, “200 ragazzi sotto i 30 anni e persino due bambini hanno perso la vita negli scontri”, avverte. Anche la magistratura secondo Diallo “rispondeva agli ordini di Condé”. Per questo, almeno per ora, i primi passi compiuti ieri dal colonnello Doumbouya “fanno ben sperare”.

Diallo sottolinea che il colonnello Doumbouya ha compiuto studi in Senegal e Costa D’Avorio e ha lavorato anche in Francia, aggiungendo che pertanto “dovrebbe essere una persona in grado di capire la situazione”. “Per prima cosa, si è rivolto pubblicamente alla popolazione per assicurare che i militari non intendono tenere il potere, e che lo restituiranno presto ai cittadini. Poi ha detto una cosa importante, assicurando che nel futuro esecutivo di transizione saranno rappresentate tutte e quattro le principali etnie del Paese”. Condé, secondo il rappresentante dell’Ufdg, avrebbe alimentato le tensioni tra le comunità, lui che era espressione del gruppo dei malinkè, accusati anche di violenze nei confronti di connazionali di origine fulani.

Diallo riferisce inoltre che i militari responsabili della fine della presidenza Condé “hanno liberato nella mattinata i prigionieri politici, ossia tutti quei giovani che in questi anni si sono opposti alla riforma della Costituzione e poi alle elezioni-farsa dell’ottobre scorso”. Una notizia confermata anche dalla stampa locale e che secondo il responsabile deve incoraggiare Bruxelles e Parigi a dialogare con i militari: “Da ieri con gli altri guineani in Europa sono in corso colloqui: siamo d’accordo nel chiedere un intervento a sostegno della transizione, affinché il potere torni al più presto in mano a un governo legalmente votato dai cittadini”.
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