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Giornata nazionale del tumore metastatico al seno, Speranza: “Ora è il tempo di agire”

ROMA – “Questo è il tempo giusto, dobbiamo trasformare la crisi di questi mesi in una opportunità che deriva da una nuova consapevolezza: le persone hanno capito che su tutto si può tagliare ma non sulla Sanità. Sulla Sanità si può investire perché abbiamo risorse e una visione da mettere in campo. Questo è il momento di un patto ancora più forte tra istituzioni, associazioni, mondo del volontariato e della ricerca. La nostra giornata nazionale di oggi è sia un traguardo positivo già raggiunto, che un punto di partenza per il lavoro da svolgere insieme ogni giorno in un ambito che merita la massima attenzione delle istituzioni e delle associazioni”. A dirlo è Roberto Speranza, ministro della Salute, aprendo la conferenza stampa di presentazione della Giornata nazionale del Tumore Metastatico della mammella, che si celebra oggi. “Dobbiamo tenere un faro acceso sul Tumore metastatico della mammella e sulla prevenzione oncologica rivolta alle donne, e più in generale alla popolazione- prosegue Speranza- non siamo fuori dalla pandemia, ma i numeri sulle vaccinazioni crescono ancora con oltre l’80% di persone vaccinabili che hanno completato il ciclo di vaccinazione contro il Covid e l’85% di prime dosi fatte. Avere uno scudo anti-Covid forte ci permette di poter guardare con maggiore forza e determinazione a tutto il resto del mondo della Salute e a quelle patologie insidiose che hanno una ricaduta significativa sull’esistenza delle persone. Tra queste i tumori e le sfide aperte in materia oncologica”.

Speranza vuole provare a valorizzare le lezioni apprese negli ultimi mesi. “La prima è investire di più- afferma il ministro- troppo spesso negli anni la spesa sanitaria è stata considerata una spesa pubblica come le altre. Dobbiamo rovesciare questo paradigma e affermare, invece, che la spesa in Sanità non è un semplice costo, ma uno straordinario investimento sulla qualità della vita delle persone. I numeri ci segnalano una ripresa degli investimenti- aggiunge- sono diventato ministro e c’era un miliardo in più sul Fondo sanitario nazionale. In quei primi mesi portammo avanti una battaglia di azione di governo e mettemmo due miliardi in più sul Fondo sanitario nazionale- ricorda ancora Speranza- nel corso del 2020 mettemmo 10 miliardi, di cui 6 a regime e 4 di spese una tantum. Infine, nel 2021 con il Pnrr abbiamo messo 20 miliardi in un colpo solo. Ora, siamo impegnati in queste ore affinché nella prossima legge di Bilancio continui l’investimento con risorse permanenti e a regime sul Fondo sanitario nazionale”.

Il passaggio da 1 a 20 in 24 mesi indica “numeri che danno il senso di una nuova grande consapevolezza: chiudere la stagione dei tagli e ricominciare ad investire”. Dentro gli investimenti c’è la prevenzione, il lavoro di assistenza, confronto e vicinanza a “chi vive la difficoltà di patologie che arrivano nelle esistenze di tanti e rispetto a cui c’è una richiesta di risposta, assistenza e vicinanza. Una risposta- precisa il ministro della Salute- che devono dare le istituzioni rendendo più forte la macchina pubblica. Le istituzioni hanno un bisogno straordinario di relazione positiva con l’associazionismo, il terzo settore, le realtà di pazienti e famiglie organizzate- spiega- che già oggi svolgono una funzione essenziale sia nella fase di prevenzione che di accompagnamento all’assistenza e alla cura”.

Speranza conferma di nuovo la scelta di istituire la Giornata del 13 ottobre: “È la prima volta che la celebriamo, dovremo insistere e investirci anche nei prossimi anni affinché divenga un appuntamento qualificante che chiede il segno di un investimento forte. Con il dottor Urbani stiamo lavorando per ulteriori investimenti volti al recupero di visite, screening e interventi non fatti. Il Covid ha prodotto un elemento di spiazzamento, con ricoveri, screening e interventi rinviati. Stiamo iniziando a recuperare – e abbiamo già investito mezzo miliardo – ma deve essere un tema centrale della fase due della gestione del Covid”. Rispetto al passato, però, i dati sono davvero incoraggianti: “Abbiamo avuto mesi, giorni, non semplici con 4mila persone, o quasi, in terapia intensiva durante la prima fase della pandemia e alla fine dell’autunno dello scorso anno. Oggi siamo a circa 350, numeri che consentono al Sistema sanitario nazionale di recuperare un pezzo di lavoro non fatto nell’oncologia. Un impegno da ribadire con energia e forza. Grazie per aver animato questa iniziativa- conclude Speranza, rivolgendosi alle quattro associazioni proponenti la Giornata nazionale(Andos Onlus, Europa Donna Italia, Favo e IncontraDonna Onlus)- insieme sapremo essere all’altezza di una domanda forte che arriva dai nostri cittadini”.

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