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Fiaso: “No a volgari strumentalizzazioni dei nostri dati sulle ospedalizzazioni da parte dei No vax”

ROMA – “È inaccettabile una strumentalizzazione di questo genere da parte di tutti, dai no vax a coloro che stanno utilizzando e leggendo in maniera superficiale e totalmente non coerente i risultati delle nostre osservazioni. A tutti loro voglio ricordare che in questo ultimo anno la Fiaso, insieme alla Struttura commissariale e al ministero della Salute, ha svolto uno sforzo incredibile per arrivare agli straordinari risultati che oggi può vantare il nostro paese, risultati raggiunti proprio grazie alle vaccinazioni. Voglio che questo sia detto a chiare lettere e nella maniera più forte possibile”. È un fiume in piena il presidente della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere, Giovanni Migliore, che alla Dire racconta tutta la sua delusione dopo che una ricerca prodotta proprio dalla Fiaso sembrerebbe diventata uno dei manifesti di molti no vax. Una ricerca, a suo dire, male interpretata se non addirittura letta in modo del tutto strumentale.

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Il numero uno della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere aggiunge che “è veramente inaccettabile non solo da un punto di vista professionale ma anche etico che qualcuno strumentalizzi in maniera volgare i risultati di un’osservazione condotta con l’obiettivo di assicurare alla popolazione il migliore e più adeguato livello di tutela della salute”. Migliore informa che “proprio attraverso una rete di ospedali ‘sentinella’, che offrono settimanalmente un punto di vista sull’andamento dell’epidemia da Covid-19 ricerchiamo soluzioni organizzative che possano offrire ai nostri pazienti e ai cittadini una risposta ai loro bisogni di salute, soprattutto in questo momento in cui, oggettivamente, ci stiamo confrontando ormai da due anni con una situazione complicata, che è quella che ha determinato l’epidemia da Sars-CoV-2”.

Migliore prosegue spiegando che “l’osservazione ha documentato come a differenza di quanto accadeva un anno fa, proprio grazie alla vaccinazione che ha raggiunto più dell’80% della popolazione, per fortuna arrivino alla nostra osservazione pazienti che si sono contagiati con il virus Covid e che non hanno sviluppato una patologia polmonare importante ma che, invece, come capita hanno condizioni di base: sono, ad esempio, infartuati, pazienti che hanno avuto un ictus ischemico o donne incinte che devono partorire. Abbiamo osservato che oggi tutto questo rappresenta un’ulteriore sfida per le aziende sanitarie, perché questa popolazione di pazienti, che sono comunque Covid positivi e che, dunque, occupano posti letto dedicati ai pazienti Covid, impegnano le strutture e le risorse che abbiamo messo a disposizione alla stessa maniera. Perché è del tutto evidente che, anche se non ha sviluppato una patologia polmonare franca, non possiamo trattare un paziente Covid positivo insieme ad un paziente che non è Covid positivo, anche se ha un infarto di base”.

Per Migliore “questo va detto a chiare lettere: sono pazienti Covid positivi che grazie al grandissimo sforzo fatto da tutto il paese, grazie all’adesione alla campagna vaccinale, per fortuna non vanno incontro alle complicanze gravi polmonari che, purtroppo, in altra epoca avrebbero invece avuto. Quindi, questo è l’esatto contrario rispetto al punto di vista che, strumentalmente, vuole essere utilizzato da parte di quanti, in maniera assolutamente lontana da qualsiasi evidenza scientifica, si ostinano ancora oggi a non riconoscere che i due terzi dei pazienti che vanno a finire in rianimazione e poi vanno purtroppo verso complicanze più gravi e, in una certa quota percentuale, all’esito sono pazienti non vaccinati”.

Migliore ribadisce poi l’importanza della terza dose del vaccino anti Covid-19 e di tutta la campagna vaccinale, proprio per porre un freno all’avanzata della variante omicron, affermando che “noi lo diciamo ogni settimana e non in base ad una convinzione acritica ma alla luce delle evidenze che riportiamo settimanalmente. E settimanalmente le evidenze ci dicono che, grazie al vaccino, grazie al fatto che la stragrande maggioranza della popolazione si è vaccinata e ha aderito anche al richiamo con la terza dose, le complicanze gravi da infezione da virus Sars-CoV-2 si sono ridotte in questa fascia di pazienti”.

Il presidente Fiaso informa poi che “dei pazienti che abbiamo in terapia intensiva nei nostri ospedali, il 72% sono non vaccinati e tra quelli vaccinati, che sono il 28%, la stragrande maggioranza è formata da pazienti fragili o da pazienti che avevano completato il ciclo vaccinale da oltre quattro mesi”.

Giovanni Migliore ricorda, inoltre, che “nella prima fase della pandemia abbiamo dato una grande risposta, organizzando gli ospedali in pochissimo tempo in un paese totalmente in lockdown. La seconda è stata quella della primavera e dell’inverno del 2021, in cui la vaccinazione ancora non c’era e non aveva sviluppato i propri effetti. Una fase nella quale abbiamo avuto un numero enorme di pazienti da trattare, tenendo aperti anche le strutture per i no Covid. Questa è una terza fase, in cui non solo abbiamo i pazienti con patologia polmonare da Sars-CoV-2 che vanno in rianimazione, che sono i pazienti non vaccinati, ma grazie alla larga diffusione della vaccinazione abbiamo pazienti che sono positivi e che non sviluppano la patologia polmonare. Sono pazienti che occupano comunque posti letto Covid e che devono essere trattati da più specialisti. Quindi, uno sforzo organizzativo ancora più grande, perché dobbiamo impiegare non solo gli pneumologi e gli anestesisti ma anche i cardiologi intensivisti ed i neurologi nelle Stroke unit, dobbiamo realizzare strutture dedicate”.

Citando l’esempio del Policlinico di Bari, Migliore afferma che “qui noi abbiamo un padiglione dell’emergenza con 150 posti letto, 8 dei quali sono stati dedicati al trattamento dei pazienti nefropatici cronici in dialisi. Si tratta di pazienti che, ovviamente, se non fossero stati vaccinati non solo sarebbero positivi al Covid come lo sono adesso, ma in quanto fragili sarebbero stati in rianimazione e, certamente, con una complicanza grave che purtroppo in un’alta percentuale di casi li avrebbe portati all’exitus”.

Infine una chiosa sulla manifestazione ‘No vaccinazione obbligatoria’, che si terrà il prossimo 15 gennaio in piazza del Popolo a Roma. “Per fortuna- commenta- la nostra è una nazione dove esiste la libertà di espressione, valore irrinunciabile per la democrazia. Trovo, però, francamente inaccettabili le posizioni antiscientifiche portate avanti da una ristrettissima cerchia di persone che non accettano la realtà continua a leggere sul sito di riferimento