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‘Festival dannunziano’, l’apertura con Giordano Bruno Guerri, Vanessa Gravina, Franca Minnucci

 

Fino al prossimo 12 settembre la kermesse vedrà i riflettori accendersi sul Largo Gardone Riviera per i big di musica, teatro, cultura, letteratura e giornalismo

 

Giordano Bruno Guerri e le rose di d’Annunzio, Vanessa Gravina e Franca Minnucci hanno aperto la terza edizione del Festival dannunziano, dedicato al tema ‘La città che sale: Ritmo, Velocità e Movimento’.

Le Sale dell’Aurum sul Largo Gardone Riviera, si sono aperte al pubblico per un Cartellone di eventi straordinario che si snoderà sino al prossimo 12 settembre per una kermesse che vedrà i riflettori accendersi su big della musica, del teatro, della cultura, della letteratura e del giornalismo del calibro di Francesco De Gregori, Morgan, Alice, Marcello Veneziani, Vittorio Sgarbi, Jacopo Fò ed Edoardo Bennato.

“Oggi raccogliamo i frutti di un seme che abbiamo lanciato nel 2019 con la ‘Festa della Rivoluzione’ con l’obiettivo di restituire D’Annunzio alla sua città, di togliere la polvere dal personaggio permettendo agli abruzzesi e agli italiani di riscoprirne la figura”, ha detto il Presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, promotore del Festival (nella foto alla presentazione dell’evento).

Anche l’edizione 2021 del Festival è in qualche modo influenzata dalla pandemia richiedendo l’adozione di accorgimenti particolari a tutela del pubblico: lo scorso anno avevamo il distanziamento sociale, e i posti contingentati, quella che si è stata inaugurata è l’edizione del Green Pass, che affronteremo come sempre, per una kermesse che si finanzia grazie alla presenza di nomi di spessore e di sponsor.

Fino al 12 settembre avremo una carrellata di eventi principali, ma soprattutto di momenti di grande cultura con la presentazione di libri e volumi, alcuni non ancora stampati, ma che già stanno animando il dibattito attorno al nome di d’Annunzio e delle sue imprese.

Ma soprattutto la terza edizione della manifestazione è strettamente legata ai luoghi dannunziani toccati dai roghi di inizio agosto, a partire dalla pineta: le manifestazioni e gli spettacoli principali prevedranno una donazione liberale da parte del pubblico che prenoterà la propria presenza, a partire da 5 o 10 euro, e la somma raccolta verrà devoluta a tutti i comuni dannunziani che sono stati toccati dai roghi, un modo per far sentire ogni singolo cittadino parte attiva della grande opera di risanamento che l’amministrazione comunale dovrà realizzare”.

Le donazioni possono essere effettuate con le seguenti modalità: Bonifico bancario sul conto corrente IBAN IT 68 T 05424 04297 000051050040 intestato a Consiglio Regionale dell’Abruzzo; PagoPa la causale da indicare nel caso di bonifico bancario o PagoPa è la seguente: ‘Contributo per il recupero della pineta e dei luoghi dannunziani’; Versamento contanti presso il punto informativo della manifestazione sito in Piazza Unione – Pescara, tutti i giorni a partire da venerdì 3 settembre dalle ore 10 alle ore 19, e dalle 19 in poi sui luoghi degli spettacoli.

Il Festival si è aperto con i saluti istituzionali del Presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, del sindaco Carlo Masci, del Presidente del Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri e del pro-rettore dell’Università degli Studi ‘d’Annunzio’ Stefano Trinchese, ateneo che quest’anno ha stretto un vero gemellaggio con la kermesse della quale sarà protagonista a più riprese per affrontare varie angolazioni dei temi dannunziani.

Subito dopo il Presidente Guerri ha donato alla città di Pescara i bulbi delle rose di d’Annunzio, provenienti direttamente dai giardini del Vittoriale, rose piantate dallo stesso Vate, e che il sindaco di Pescara, a sua volta, pianterà in un luogo simbolo del capoluogo adriatico, e, nel frattempo, Regione e Comune conferiranno domani a Guerri un premio-riconoscimento per rinnovare l’amicizia tra i due luoghi che hanno ospitato la nascita e gli ultimi anni di d’Annunzio.

Poi, c’è stato il primo incontro-dibattito su ‘d’Annunzio e l’altra sponda dell’Adriatico – Storia, memoria e poesia’, organizzato con l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, con la partecipazione di Donatella Bracali, Marino Micich e Adriana Ivanov Danieli, con interventi recital di Giulia Basel e Alessio Tessitore.

Profondo è stato il legame che D’Annunzio ha stabilito con l’altra sponda dell’Adriatico, dove fino al 1945 le terre istriane, insieme a Fiume e a Zara- in Dalmazia -, segnavano i confini dell’Italia; l’appartenenza di questi territori non era frutto di una conquista coloniale, ma nasceva da un legame di secoli che va dall’antica Roma alla Prima Guerra Mondiale.

Marino Micich ed Adriana Ivanov Danieli hanno ripercorso le tappe storiche di questo cammino che unisce D’Annunzio, con i suoi legionari, alla nascita dei Liberi Comuni di Fiume e di Zara, avvenuta negli anni’60 e fortemente voluta da quella numerosa comunità costretta, dai partigiani di Tito, ad abbandonare le proprie terre.

L’epopea dolorosa dei tanti italiani giunti ‘di la’ dal mare’ darà vita a pagine di storia e di memoria presentate dai due relatori attraverso due prospettive, una istriana e l’altra dalmata, che si aprono da quei territori che il Poeta amò dello stesso disperato amore, abbracciando in essi l’Italia intera e combattendo per loro.

L’attrice-regista Giulia Basel e l’attore Alessio Tessitore sono state le voci che hanno accompagnato le relazioni degli studiosi, attraverso le emozioni poetiche espresse da chi ha patito quell’esilio senza ritorno.

Poi, i riflettori sono stati puntati sullo spettacolo ‘Dante in d’Annunzio’ con Vanessa Gravina e Franca Minnucci, con le musiche originali e la regia firmate dal maestro Davide Cavuti. La prolusione dello spettacolo sarà tenuta da Raffaella Canovi.

Lo spettacolo, nato da un’idea di Franca Minnucci, che ne cura il testo, è prodotto da ‘MuTeArt produzioni’ con le musiche che saranno eseguite da Libera Candida D’Aurelio (voce), Antonio Scolletta (violino), Franco Finucci (chitarra) oltre a Davide Cavuti (fisarmonica).

“In occasione del settecentenario della morte del grande poeta, avvenuta a Ravenna nella notte tra il 13 e il 14 Settembre del 1321 – ha dichiarato l’autrice del testo Franca Minnucci -, a noi, che abbiamo dato i natali al grande Vate d’Italia Gabriele d’Annunzio che ha amato, studiato esaltato il divino poeta, e che ha fatto tesoro della sua lingua e dei suoi testi facendoli vivere e rivivere nelle sue opere, è sembrato giusto dedicare a questo rapporto, una riflessione, un progetto, uno spettacolo teatrale che raccontasse in un continuo confronto di temi e di lingua la loro artistica simbiosi”.

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