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Ex Ilva, associazioni cittadine a Speranza: “Grande assente, rompa il silenzio e intervenga”

BARI –  Lo definiscono “il grande assente della vertenza Ilva”. Ora però dovrebbe interrompere “il suo assordante silenzio sul siderurgico tarantino e sulle conseguenze di malattia e morte che tali impianti continuano a produrre”. Sono le associazioni tarantine da sempre contrarie alla produzione di acciaio in città che hanno deciso di rivolgersi al ministro della Salute, Roberto Speranza, a cui hanno inviato una lettera. “Il ministro Speranza è, in virtù dell’emergenza derivante dalla pandemia Covid, oggettivamente molto presente negli ultimi mesi nel dibattito pubblico e lo fa sempre difendendo, in maniera egregia e rigorosa, la salute pubblica e il principio per il quale nessun interesse economico può derogare la necessità di salvaguardare la salute dei cittadini. Non capiamo, però, il motivo per cui non rivendichi tale sacrosanto principio anche per Taranto e la sua comunità”, si legge nella lettera firmata da una ventina di associazioni rimarcando che è come se “la questione ex Ilva e la salute dei tarantini non lo riguardassero, come se per Taranto le priorità fossero invertite, come se a Taranto si possa tollerare una sospensione dei diritti costituzionali”. “È opportuno che Speranza vada a bussare alla porta del ministro Cingolani e gli dica “sì, caro collega, la situazione a Taranto è assolutamente insostenibile”. Non vorremmo che anche lei si aggiungesse alla lunga lista di coloro che potevano fare e non hanno fatto nulla per salvare la salute dei bambini, delle donne e degli uomini che vivono a Taranto”, è la conclusione della lettera.

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