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Ecobonus, stretta sui furbetti Draghi: ‘A rischio credibilità’

Dei listini di riferimento, dei “prezziari” ad hoc per evitare che le fatture lievitino in modo anomalo in virtù degli sconti fiscali: è una delle misure che avrebbe chiesto lo stesso premier Mario Draghi nel corso della cabina di regia sui controlli anti-frodi su Superbonus e gli altri sconti sui lavori di ristrutturazione edilizia.

Bisogna evitare che i bonus edilizi perdano credibilità come accadde negli anni ’70 agli aiuti allo sviluppo.

Lo avrebbe detto Mario Draghi, al termine della cabina di regia, in replica alle obiezioni di chi gli chiedeva di evitare eccessivi controlli sul Superbonus, per non appesantire la misura.

La ‘lezione’ del premier, raccontano, ha rinviato allo stanziamento per il Biafra di fine anni ’70: si scoprì poi che gran parte delle risorse aveva finanziato corruzione e questo indebolì la credibilità dei fondi per lo sviluppo. La morale di Draghi è che se le frodi fanno perdere fiducia nei bonus ne va della loro esistenza in futuro.

Il Consiglio dei ministri per l’esame del decreto contro le frodi sul Superbonus sarebbe stato convocato alle 16. Lo si apprende da fonti di governo.

Una relazione sull’attuazione del programma di governo dovrebbe essere svolta oggi in Consiglio dei ministri dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli. Lo si apprende da fonti dell’esecutivo al termine della cabina di regia a Palazzo Chigi.

“Il decreto legge sui controlli alle procedure di cessione del credito legate ai bonus edilizi e al Superbonus, all’esame di Consiglio dei ministri di questo pomeriggio, pone a carico del cessionario una serie di incombenze tali da comportare il rischio che si blocchi l’intero meccanismo. Effettuare dei controlli preventivi per scongiurare eventuali abusi non deve significare vanificare la portata e l’efficacia delle agevolazioni, attuando quello che di fatto diventa un vero e proprio boicottaggio”. Lo affermano in una nota i deputati del MoVimento 5 Stelle Luca Sut, Patrizia Terzoni e Riccardo Fraccaro.  “Allo stesso modo – proseguono i pentastellati – non si può pensare che si diano 30 giorni all’Agenzia delle entrate per verificare i casi sospetti mentre si stabiliscono tempi stretti per accedere ai bonus: in questo caso bisogna tenere nel dovuto conto almeno quanti rischiano di superare così i termini fissati. Il decreto interviene per l’ennesima volta a cambiare le carte in tavola senza peraltro ascoltare gli operatori del settore: questo rischia di creare un grave danno alla portata del Superbonus e degli altri bonus edilizi, creando ancor più preoccupazioni e dubbi tra i cittadini e vanificando il lavoro fatto finora per mettere in campo una imponente misura di politica economica, in grado di far ripartire l’edilizia all’insegna della sostenibilità ambientale e della creazione di nuove imprese e posti di lavoro”. (ANSA)

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