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Di Meglio (Gilda Insegnanti): “Dagli spazi al personale, nelle scuole non è cambiato nulla”

ROMA – Sul numero dei contagi in classe e la gestione delle quarantene “siamo nell’ignoto perché non abbiamo la disponibilità dei dati”. A dirlo è il coordinatore della Gilda Insegnanti, Rino Di Meglio, intervistato dall’agenzia di stampa Dire. “Il ministero dell’Istruzione o non raccoglie i dati o non li comunica. E in aggiunta le Regioni vanno ognuna per conto proprio – aggiunge Di Meglio – Questo ci preoccupa molto perché non riusciamo a renderci conto neanche noi di quale sia la situazione”.

Meno problematica la gestione del personale scolastico ancora non immunizzato. “La stragrande maggioranza degli insegnanti si è vaccinata – sottolinea Di Meglio alla Dire – C’è una parte piccolissima che ha sposato l’ideologia no vax e poi c’è una parte non piccolissima di chi non si è vaccinato che è semplicemente disorientato. Penso che non si debba fare repressione ma opera di convinzione verso questi cittadini”.

“Siamo ripartiti con i problemi di sempre. Speriamo di riuscire a farcela grazie al vaccino, perché altro non è stato fatto: i problemi degli spazi e della carenza dei docenti sono sempre gli stessi”. Rino Di Meglio, coordinatore della Gilda Insegnanti, denuncia le problematiche del comparto scuola. A poco meno di un mese dall’inizio delle lezioni, “nonostante la buona volontà del ministro non si è riusciti a combinare granché”, commenta Di Meglio.

L’elemento critico resta quello del personale: “Soprattutto al Nord ci sono rinunce di nomine a valanga e difficoltà di trovare insegnanti, in particolare nella primaria – spiega il coordinatore della Gilda – Gli insegnanti della primaria non si trovano perché è richiesta una laurea magistrale per una retribuzione di 1250 euro. Poco più di un assegno di sussistenza. Chi si deve spostare in una grande città del Nord e pagare l’affitto, come fa?”.

Ma a preoccupare Di Meglio, dal 2006 a capo della Gilda, è anche il livello di preparazione degli studenti, come testimoniato anche dal recente rapporto della Fondazione Agnelli. “Le ricerche mettono in luce che la preparazione degli studenti si abbassa sempre di più. Anche per la scuola primaria – commenta il sindacalista – La società scarica sulla scuola tutto quello che le famiglie non riescono a fare. Ma la scuola, soprattutto nella parte iniziale, si dovrebbe concentrare per dare le conoscenze fondamentali, altrimenti diventa un parco di intrattenimento e le disuguaglianze si ampliano”.

La richiesta avanzata dalla Gilda è quindi quella di un sistema di reclutamento diverso, che permetta a chi desidera insegnare “di fare già dall’ultimo anno di università degli studi orientati, per avere insegnanti motivati”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

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