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Ddl Zan, Ostellari: “Riduciamo audizioni e scriviamo un nuovo testo”. Il Pd non ci sta

ROMA – “Oggi in Ufficio di Presidenza ho avuto la necessità di presentare una proposta: ridurre le audizioni a circa 70 in presenza e 70 con invio di relazioni. Parallelamente dovrebbe essersi costituito un tavolo di confronto politico al quale dovrebbero partecipare, secondo me, i presidenti dei gruppi parlamentari coi capigruppo in Commissione per trovare la soluzione per un testo condiviso”. Così il presidente della commissione Giustizia del Senato, Andrea Ostellari (Lega), al termine dell’ufficio di presidenza della commissione sul tema della discussione del ddl Zan contro l’omotransfobia. Dopo la decisione di prevedere 170 audizioni, Pd, M5s e Leu avevano protestato e scritto alla presidente del Senato Casellati. Un’iniziativa che ha portato Ostellari a convocare l’ufficio di presidenza e proporre una nuova soluzione con la riduzione delle audizioni in presenza per accorciare i tempi. “Si andrebbero così ad accelerare tutti i passaggi e potremmo andare in Aula quanto prima. La tempistica? Dipende dalla politica – sostiene Ostellari – dagli accordi che si otterranno. Molti gruppi hanno manifestato apertura a questa possibilità, qualcuno con qualche riserva. Aspettiamo la prossima settimana per avere un quadro più chiaro, spero che la politica trovi una soluzione. È un momento utile viste alcune dichiarazioni negli ultimi giorni degli esponenti del centrosinistra, ho colto questa disponibilità almeno nel cambio di formulazione di alcune osservazioni. A fronte di questo, se vero, penso sia possibile istituire un tavolo a cui invitiamo tutti. Si inizi a scrivere, lealmente e tutti insieme, un nuovo testo condiviso. La disponibilità a fare presto e bene, c’è. Basta coglierla Una data per andare in Aula? Dipende, 70 audizioni si possono fare in poco tempo. Potremmo ipotizzare entro metà di luglio di andare in Aula”, termina il senatore della Lega.

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L’IRA DEL PD: “RICATTO INACCETTABILE, BASTA GIOCHINI”

Una proposta che non soddisfa il Partito democratico, come spiega Monica Cirinnà, segretario della commissione. “La commissione Giustizia del Senato ancora una volta non ha potuto votare. Il presidente Ostellari ci ha posto di fronte ad un ricatto: si faccia un tavolo politico per capire se è possibile chiudere una mediazione mentre lui si impegnerebbe a terminare le audizioni, 70 con documenti scritti e 70 in presenza o via web. E solo dopo la conclusione del tavolo politico si fisserebbe il termine per presentare emendamenti. Questo è un ricatto inaccettabile. Il calendario della Commissione deve essere chiaro, ci deve essere la possibilità, nel caso non ci sia alcun accordo, di andare in aula entro luglio. Chiediamo quindi – aggiunge Cirinnà – che entro il 29 giugno sia chiuso il termine emendamenti e la discussione generale con le audizioni. Non accettiamo nessun ricatto da parte del presidente della Commissione. D’altra parte sappiamo già, per quello che è successo in questi mesi, che un accordo politico con la destra non è possibile perché di fatto il ddl Zan non lo vuole. La Commissione deve poter fare il proprio lavoro – conclude Cirinnà – Il metodo Ostellari serve solo a creare tempo per fare ostruzionismo” Una linea sposata anche da Simona Malpezzi, presidente dei senatori dem: “Mi pare del tutto evidente che non sia sufficiente ridurre il numero delle audizioni senza avere tempi certi per l’approdo in aula del ddl Zan. Noi del Partito democratico vogliamo portare a casa una legge di civiltà. Basta giochini: chi ritiene importante per il nostro Paese questa legge, lavori con noi contro l’ostruzionismo e l’ambiguità”. Chi non esclude un tavolo ma chiede garanzie sui tempi è il senatore del Pd Franco Mirabelli, che ricorda: “Da 6 mesi subiamo sul ddl Zan un’operazione di ostruzionismo di cui il presidente Ostellari è protagonista. È evidente che questo cambio di impostazione del centrodestra ci mette nelle condizioni di fare delle verifiche. Vogliamo garanzie sui tempi e il presidente non ci ha rassicurato. Facciamo il tavolo quando siamo sicuri dei tempi”.

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MAIORINO: “BENE IL DIALOGO MA POSIZIONI OSTELLARI IRRICEVIBILI”

“La raccolta di firme e la lettera inviata alla presidente Casellati hanno messo il presidente Ostellari nelle condizioni di aprire almeno un dialogo reale anche se le posizioni avanzate sono francamente quasi tutte irricevibili”. Questa la reazione di Alessandra Maiorino del Movimento 5 Stelle, mentre il senatore Piero Grasso di Leu ricorda: “Alla Camera c’era già stata una mediazione su questo testo, pensare di poter fare questo scambio tra il numero delle audizioni e la modifica del testo ci meraviglia. Ho chiesto a gran voce termini certi, fissiamoli e poi discutiamo. Ma se si vuole stravolgere quanto deciso alla Camera allora non siamo d’accordo”. Una posizione che suscita la reazione del senatore di Forza Italia Lucio Malan: “Spero che anche coloro che hanno manifestato una sostanziale contrarietà al dialogo e all’approfondimento accettino invece la proposta del presidente Ostellari. A coloro che dicono che non si può cambiare il testo della Camera ricordo che c’è il bicameralismo, peraltro confermato da un referendum. Se da parte loro non c’è disponibilità a cambiare non una virgola, ma cose sostanziali, allora noi non siamo d’accordo. Mi auguro che dal centrosinistra ci sia disponibilità al dialogo perché questa poi è una legge che vale per tutti, nel bene o nel male”.

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