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Da Bologna a New York nasce l’alleanza dei taxisti anti-Uber

BOLOGNA – Da Bologna a New York, nasce l’alleanza delle cooperative di taxisti contro lo stra-potere delle piattaforme (la più famosa è Uber). Cotabo, la storica cooperativa bolognese che conta più di 600 taxisti, ha sottoscritto un protocollo d’intesa con The Drivers Cooperative, neonata cooperativa di tassisti di New York, che si è posta come alternativa alle grandi società di capitali che “distorcono il mercato del trasporto persone comprimendo i diritti dei lavoratori”.

Cotabo da tempo si confronta con cooperative di tutto il mondo, e ha aderito al Platform Cooperativism Consortium, partecipando ad alcuni eventi, tra cui uno proprio a New York nel 2019, presentandosi come modello replicabile. A distanza di pochi anni, proprio a New York, è nata una cooperativa di tassisti. Il protocollo sottoscritto in questi giorni e per lo sviluppo di sistemi tecnologici integrati tra tutte le cooperative di trasporto persone e la definizione di una strategia, coordinata tra tutte le “vere” coop del settore, per un futuro del trasporto in cui siano protagonisti i lavoratori e i piccoli imprenditori proprietari dei mezzi.

“Da anni sosteniamo che il modello cooperativo è la vera alternativa alle piattaforme capitalistiche che estraggono valore dai territori senza dare nessun contributo al benessere della comunità, nemmeno sotto il profilo fiscale. Fenomeni distorsivi che viviamo da vicino, anche in un territorio di grandi tradizioni cooperative come Bologna”, spiega Riccardo Carboni, presidente di Cotabo.

“Siamo felici che quest’idea, grazie anche al prezioso lavoro del professor Trebor Scholz e di Platform.coop, stia prendendo sempre più piede e che stiano nascendo cooperative ispirate ai nostri modelli, dove i soci e i lavoratori sono protagonisti e gli utili delle cooperative restano sul territorio”, rivendica. “Ora è il momento di fare un passo avanti, di non giocare più solo in difesa, di impegnarsi per affermare a livello globale un modello basato sui diritti, l’equa retribuzione del lavoro e la solidarietà, caratteristiche che consentono di offrire un servizio di qualità, all’altezza delle aspettative dei clienti. Il protocollo d’intesa con i colleghi tassisti di The Drivers Company è il primo passo per la creazione dell’alternativa etica ai vari Uber, Lyft o altre piccole realtà che vogliono emulare quei modelli nel nostro Paese”, conclude Carboni.

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