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Crisanti corre col Pd, dal Covid alla politica la carriera del microbiologo

ROMA – Andrea Crisanti, nato a Roma il 14 settembre del 1954, ordinario di Microbiologia dell’Università di Padova e dal 2000 anche presso l’Imperial College di Londra, è ora candidato dal Pd come capolista nella circoscrizione Estero, Ripartizione Europa.  E l’Europa la conosce bene. Dopo la laurea all’Università La Sapienza di Roma, ha conseguito un dottorato di ricerca all’Istituto di Immunologia di Basilea, per spostarsi poi in Germania all’Università di Heidelberg e volare infine a Londra a studiare la Malaria. Ma non solo, è presidente del gruppo scientifico del programma Marie Curie dell’Unione Europea e nel 2011 è stato nominato caporedattore della rivista medica Annals of Tropical Medicine and Parasitology, diventata nel 2012 Pathogens and Global Health.

A renderlo, però, una star nel panorama scientifico italiano è stata la gestione della pandemia da Covid-19. Crisanti non è mai stato inserito nel Cts, ma in molti lo volevano come commissario straordinario per l’emergenza sanitaria. La sua voce, sempre fuori dal coro e spesso in rotta di collisione con il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, si è imposta con il suo ‘modello Vo” per il contenimento dei contagi da Sars-Cov2.

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CRISANTI E IL MODELLO VO’ EUGANEO

Vo’ Euganeo, infatti, è stata la cittadina simbolo del lockdown, con il 40% dei casi positivi al covid asintomatici. Lì il microbiologo capì che non bastava il contact tracing, bisognava passare al ‘network testing’: fare i tamponi a tutti gli abitanti del Vo’ Euganeo e procedere con l’isolamento dei positivi. Quindi tracciare, testare, isolare.

Le sue idee hanno permesso di creare in Veneto un metodo grazie al quale è stato possibile tenere sotto controllo la pandemia. Tra febbraio e marzo 2020 condusse anche uno studio a Vo’, pubblicato poi su Nature con il titolo ‘Suppression of a SARS-CoV-2 outbreak in the Italian municipality of Vo’.

Ormai politica e gestione della pandemia corrono a braccetto e il professore ha deciso di prendersi un impegno, candidandosi nel versante centrosinistra: “Mi batterò come un leone per i diritti” degli elettori e “non derogherò mai le mie idee e i miei valori a opportunità di interesse”, ha detto oggi alla Dire.

Rifondare il sistema sanitario nazionale sarà uno dei punti cardine della sua agenda: “Il Ssn deve essere sostanzialmente rifondato. È una situazione perversa che genera una montagna di spese senza controllo, perché penso che l’Italia sia l’unico Paese del mondo dove c’è un ente che gestisce in prima persona le risorse e che fa le nomine. Questo orrore si chiama regione e io credo che la prima cosa che farei è quella di disaccoppiare chi spende da chi controlla e da chi nomina”, conclude Crisanti.

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