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Covid, Gimbe: “Over 60 facciano quarta dose, vaccino “aggiornato” non è tarato sulle ultime varianti Omicron”

ROMA – Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 6-12 luglio 2022, rispetto alla precedente, un aumento di nuovi casi (728.549 vs 595.349) e dei decessi (692 vs 464). In aumento anche i casi attualmente positivi (1.350.481 vs 1.087.272), le persone in isolamento domiciliare (1.340.382 vs 1.078.946), i ricoveri con sintomi (9.724 vs 8.003) e le terapie intensive (375 vs 323). Proprio per questo la Fondazione Gimbe sottolinea l’importanza della quarta dose per chi la necessita.

Dopo il via libera dell’European Medicines Agency e dell’European Centre for Disease Prevention and Control, infatti, il ministero della Salute dell’11 luglio 2022 ha esteso la platea per la quarta dose (secondo richiamo) a tutti gli over 60 e ai fragili over 12 con somministrazione da effettuarsi dopo almeno 120 giorni dalla terza dose (primo richiamo) o dall’infezione post terza dose.

“Pur condividendo questa decisione- commenta Cartabellotta- la Fondazione GIMBE ormai da mesi sottolinea che le somministrazioni della quarta dose nelle persone più vulnerabili non sono mai decollate, un vero e proprio flop su cui pesano anche inaccettabili differenze regionali. Nonostante il rischio molto elevato di malattia grave e di mortalità, anche in condizioni di minor circolazione virale, è completamente mancata una strategia di sensibilizzazione e comunicazione: anzi, a causa delle aspettative sui vaccini “aggiornati” le persone sono state dissuase, anche dai medici, dall’effettuare la quarta dose subito”.

COVID, PERCHÉ NON ASPETTARE IL VACCINO AGGIORNATO

E proprio sui “vaccini aggiornati” la Fondazione GIMBE ritiene opportuno ribadire tre punti fondamentali. Innanzitutto, quelli in via di approvazione sono “tarati” su Omicron BA.1, ovvero non sappiamo quanto proteggano dalle ultime varianti BA.4 e BA.5; in secondo luogo, le prove di efficacia ad oggi disponibili sono relative alla risposta anticorpale e non alla riduzione del rischio di infezione e, soprattutto, di malattia grave; infine, non vi è alcuna certezza sulla data di approvazione e reale disponibilità per la somministrazione alla popolazione.

“Tenendo conto del quadro di elevata circolazione virale- aggiunge il presidente- è cruciale effettuare la quarta dose subito con i vaccini attuali che, seppur “vecchi”, si sono dimostrati ampiamente efficaci nel riportare a livelli elevati la copertura nei confronti della malattia grave, che declina progressivamente a 120 giorni dalla terza dose”. “Se da un lato nell’ultima settimana- conclude Cartabellotta- il rallentamento nella crescita dei nuovi casi- lascia intravedere il raggiungimento del picco, dall’altro è bene essere consapevoli che la durata del plateau e la successiva discesa della curva potrebbero essere molto lenti, anche in ragione del numero di casi non noti alle statistiche ufficiali. Di conseguenza, nelle prossime settimane dobbiamo aspettarci un ulteriore aumento di ricoveri ospedalieri e decessi: questo rende del tutto inaccettabile in un’ottica di sanità pubblica l’idea di far circolare liberamente il virus. Infatti, se da un lato l’ipotesi di potenziare l’immunità di popolazione con un “booster naturale” è molto suggestiva, dall’altro la popolazione over 50 suscettibile (non vaccinati, persone che non hanno fatto la terza dose e fragili che non hanno fatto la quarta dose) è troppo numerosa. Peraltro questa “strategia” non tiene conto dell’impatto del long Covid, la cui incidenza è correlata al numero di infezioni. Infine, una circolazione incontrollata di un virus così contagioso come Omicron 5 rischia di determinare una vera e propria paralisi di vari servizi. Ecco perché rimane fondamentale arginare la circolazione del virus utilizzando le mascherine al chiuso, in particolare in luoghi affollati e poco ventilati, oltre che all’aperto in condizioni di grandi assembramenti con attività ad elevata probabilità di contagio».

DATI COVID E VARIAZIONI RISPETTO ALLA SETTIMANA PRECEDENTE

Decessi: 692 (+49,1%), di cui 70 riferiti a periodi precedenti;Terapia intensiva: +52 (+16,1%);Ricoverati con sintomi: +1.721 (+21,5%);Isolamento domiciliare: +261.436 (+24,2%);Nuovi casi: 728.549 (+22,4%);Casi attualmente positivi: +263.209 (+24,2%).

I NUOVI CASI

“L’aumento dei nuovi casi settimanali (+22,4% rispetto alla settimana precedente)- dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE- registra il valore più basso da quando, a metà giugno, si è registrata l’inversione della curva. Nella settimana 6-12 luglio i nuovi casi si attestano oltre quota 728 mila, con una media mobile a 7 giorni che supera i 97 mila casi al giorno”.

Nella settimana 6-12 luglio tutte le Regioni registrano un incremento percentuale dei nuovi casi: dal 5,1% del Lazio al 51,1% della Valle D’Aosta; fa eccezione la Lombardia che segna un -6,2%. Rispetto alla settimana precedente, in 8 Province si rileva una diminuzione dei nuovi casi (dal -21% di Lecco al -0,3% di Roma), mentre le rimanenti 99 province registrano un aumento percentuale dei nuovi casi (dal +0,1% di Firenze al +101,1% di Sondrio).

L’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti in tutte le Province, di cui 62 registrano 1.000 casi per 100.000 abitanti: Lecce (1.703), Napoli (1.622), Ascoli Piceno (1.620), Brindisi (1.595), Latina (1.583), Messina (1.574), Caserta (1.561), Siracusa (1.552), Salerno (1.526), Taranto (1.458), Chieti (1.458), Agrigento (1.442), Matera (1.422), Bari (1.412), Rimini (1.410), Perugia (1.407), Pescara (1.386), Teramo (1.377), Padova (1.364), Ragusa (1.344), Forlì-Cesena (1.340), Vicenza (1.318), Siena (1.316), Avellino (1.304), Venezia (1.299), Cagliari (1.295), Oristano (1.274), Catania (1.268), Treviso (1.265), Ravenna (1.257), Ancona (1.252), Macerata (1.248), Reggio di Calabria (1.236), Frosinone (1.235), Fermo (1.232), Rovigo (1.217), Sud Sardegna (1.209), Roma (1.203), Trapani (1.193), Barletta-Andria-Trani (1.182), L’Aquila (1.178), Pordenone (1.163), Enna (1.161), Catanzaro (1.160), Palermo (1.159), Bologna (1.153), Potenza (1.147), Terni (1.138), Caltanissetta (1.116), Cosenza (1.115), Verona (1.096), Sassari (1.095), Nuoro (1.093), La Spezia (1.092), Belluno (1.080), Reggio nell’Emilia (1.066), Benevento (1.058), Ferrara (1.043), Genova (1.011), Foggia (1.009), Lucca (1.005), Isernia (1.002).

COVID, LE REINFEZIONI

Secondo l’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, nel periodo 24 agosto 2021-6 luglio 2022 sono state registrate in Italia oltre 659mila reinfezioni, pari al 4,6% del totale dei casi. La loro incidenza nella settimana 29 giugno-6 luglio si è attestata al 10,8% (n. 72.231 reinfezioni), in aumento rispetto alla settimana precedente (9,6%).

COVID, I TAMPONI

Si registra un aumento del numero dei tamponi totali (+17%): da 2.152.065 della settimana 29 giugno 2022-5 luglio 2022 a 2.517.540 della settimana 6-12 luglio 2022. In particolare i tamponi rapidi sono cresciuti del 19,4% (+350.351) e quelli molecolari del 4,4% (+15.124). La media mobile a 7 giorni del tasso di positività sale dal continua a leggere sul sito di riferimento