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Clima, gli Usa a Bolsonaro: “Agisca, coinvolgendo anche i nativi”

Di Bianca Oliveira

ROMA – La politica di tutela dell’ambiente del governo del Brasile, presieduto da Jair Bolsonaro, è stata criticata da più Paesi e in modo particolare da quelli europei e dagli Stati Uniti. Per questo motivo, il discorso del capo di Stato al Leaders Summit on Climate che si è tenuto ieri in videoconferenza era abbastanza atteso dalla comunità internazionale. Diversi Paesi premono sulle autorità brasiliane affinché cambino atteggiamento e ottengano risultati rapidi per quanto riguarda la difesa dell’ambiente, anche tramite la minaccia di sanzioni o di interruzioni di accordi commerciali, come quello tra il Mercosur e l’Unione Europea. Gli impegni sottoscritti da Bolsonaro erano stati anticipati in una lettera inviata il 15 aprile al presidente degli Stati Uniti e principale promotore del summit, Joe Biden.

Ieri il presidente brasiliano ha ribadito l’obiettivo di tagliare le emissioni di gas inquinanti del 37 per cento entro il 2025 e del 43 per cento entro il 2030, e anche l’obiettivo di ridurre il disboscamento illegale sempre entro lo stesso anno. Oltre a questo, Bolsonaro ha anticipato le data di scadenza prevista per il raggiungimento della neutralità climatica.

“Siamo d’accordo con la sua chiamata a stabilire impegni ambiziosi, signor presidente” si legge nella lettera firmata dal capo di Stato sudamericano. “In questo senso, ritengo che potremo raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, anticipando di dieci anni la previsione precedente”.

Le dichiarazioni di Bolsonaro sono stati accolte dallo scetticismo degli specialisti del tema, visto che il Brasile nel 2020 ha guidato la classifica mondiale del disboscamento con oltre 11mila chilometri quadrati di foresta abbattuti. In una nota il segretario-esecutivo dell’Observatorio do Clima, Marcio Astrini, ha evidenziato che “il Brasile lascia il Summit dei leader così come ci è entrato: screditato”.

Nel comunicato si legge ancora: “Bolsonaro ha speso metà del suo discorso per chiedere al mondo soldi per conquiste ambientali del passato, che il suo governo tenta di distruggere dal primo giorno in cui è salito al potere”. Ad attirare le maggiori attenzioni è stato l’annuncio dell’intenzione di raddoppiare le risorse destinate ad azioni di monitoraggio ambientale in Brasile.

In una conferenza stampa organizzata dopo l’intervento di Bolsonaro, è intervenuto sulla questione il ministro dell’Ambiente, Ricardo Salles. “Non è possibile stabilire il numero esatto delle risorse adesso, perché in questa settimana si sta ancora definendo la legge di bilancio al Congresso Nacional” ha detto. “Comunque è possibile dire che qualsiasi sia la disponibilità di risorse, il presidente la raddoppierà”.

Nel frattempo, i fondi da destinare all’ambiente proposti dal governo federale per il 2021 sono i più bassi degli ultimi 21 anni. I procuratori delle istituzioni specializzate nella lotta ai crimini ambientali, come Ibama o l’Instituto Chico Mendes de Conservação da Biodiversidade (Icmbio), hanno denunciato anche le difficoltà imposte dal governo nello svolgimento delle loro funzioni. In una lettera pubblicata in settimana i funzionari hanno affermato che “tutto il processo di controllo e indagine di infrazioni di tipo ambientale si trova in uno stato di compromissione e di paralisi”.

A causa dei risultati negativi presentati negli ultimi anni dal governo brasiliano, l’inviato speciale per il clima del governo degli Stati Uniti, John Kerry, ha sottolineato la necessità di misure concrete a fronte di eventuali aiuti finanziari. “L’impegno espresso da Bolsonaro di eliminare il disboscamento illegale è importante” ha scritto Kerry su Twitter. “Ci aspettiamo azioni immediate e il coinvolgimento delle popolazioni native e della società civile affinché questo annuncio possa tradursi in risultati tangibili”.

JAIR BOLSONARO SIGNS ENVIRONMENTAL COMMITMENTS AFTER U.S. PRESSURE

By Bianca Oliveira

The environmental preservation policy of the Jair Bolsonaro government has been criticized by the rest of the world, mainly by European countries and the United States. For this reason, President Bolsonaro’s speech at the Leaders Summit on Climate was long awaited by the international community, which pressures the Brazilian authorities for a change in posture and rapid results in relation to the defense of the environment, under penalty of sanctions or interruptions of trade agreements, such as the agreement between Mercosur and the European Union.

The commitments made by Bolsonaro had been anticipated in a letter sent to the President of the United States, Joe Biden, on April 15. He reinforced the goals of cutting emissions by 37% by 2025 and by 43% by 2030, and the goal of reducing illegal deforestation in Brazil by the same year. In addition, the Brazilian leader anticipated the deadlines for achieving climate neutrality.

“We agree, Mr President, with your call to make ambitious commitments. In this sense, I determined that our climate neutrality is achieved by 2050, anticipating the previous signaling by ten years”, said Bolsonaro.

The statements are viewed with skepticism by experts on the subject, since in 2020 Brazil led the world ranking of deforestation with more than 11 thousand km² of destroyed forest. In a note, the executive secretary of the Climate Observatory, Marcio Astrini stated that “Brazil leaves the leaders’ summit as it entered: discredited. Bolsonaro spent half of his speech asking the world for money for previous environmental achievements, which his government has been trying to destroy since the day of the inauguration”.

The announcement that drew the most attention was the determination to double the resources allocated to environmental surveillance actions in Brazil. Yesterday afternoon, Minister Ricardo Salles commented at a press conference on the topic. “The precise number of resources is not possible to establish now, because this week the Budget is being defined with the National Congress. However, it is possible to say that whatever is available, the president will double the resource ”.

However, the budget proposed by the federal government for the Environment in 2021 is the lowest in the last 21 years. The inspectors of institutions specialized in combating environmental crimes, such as Ibama and ICMBio (Chico Mendes Institute for Biodiversity Conservation), also denounced difficulties imposed by the government in the performance of their duties. In a letter published on Tuesday (20), public servants affirm that “the entire process of inspection and investigation of environmental infractions is compromised and paralyzed”.

Due to the negative results presented in recent years by the Brazilian continua a leggere sul sito di riferimento