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30 Maggio 2022

Caro gasolio ferma la pesca, la protesta dei marittimi al porto di Barletta

BARI – Hanno presidiato i cancelli del porto di Barletta. Hanno bloccato i tir in entrata e in uscita affinché la loro voce di protesta possa essere ascoltata da tutti. Sono i marittimi della locale marineria che questa mattina hanno manifestato davanti all’area portuale della città. Una cinquantina di persone sono scese in strada per chiedere “un fermo tecnico, per capire il da farsi o per avere delle rassicurazioni oltre a una maggiore considerazione per la categoria”. “Siamo sul lastrico – hanno spiegato – non sappiamo come dar da mangiare ai bambini. Lo Stato non ci sta tutelando, non ci sta aiutando. Non sappiamo come farci sentire: la protesta non è solo Barletta o la Puglia, ma tutt’Italia è ferma”.L’obiettivo della manifestazione è “avere risposte come un tetto massimo del gasolio per lavorare tutti i giorni. L’Europa ci obbliga a lavorare 140 giorni all’anno, non riusciamo più a raggiungere e in più ci stanno mettendo delle tasse in più”. “Un euro e 20 centesimi è il costo di un litro di gasolio ma ci sono barche che consumano dai 500 ai 1500 al giorno e con il pescato – hanno denunciato – non si riescono nemmeno a coprire le spese. Il prezzo ideale sarebbe di 50 centesimi. L’anno scorso, di questi tempi, era a 35 centesimi”. “Ci devono aiutare – hanno ribadito – sono almeno due mesi che andiamo in mare e non portiamo alcun guadagno”.

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