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Calenda boccia il ‘grande centro’: “Non farò partito con Renzi, sua politica mi fa orrore”

MILANO – “Non farò politica con Renzi perché questo modo di fare politica mi fa orrore”. Intervistato da Myrta Merlino a ‘L’Aria che tira’ su La7, il leader di Azione Carlo Calenda liquida il progetto di ‘grande centro’ prospettato da Matteo Renzi alla Leopolda.

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“Io non dico che non bisogna fare alleanze- specifica Calenda-. Anzi, penso che bisogna fare un’alleanza tra tutti i partiti che sono europeisti, democratici e liberali. Io non ho nessuna intenzione di fare un partito con Renzi, che è un concetto diverso dall’alleanza. Perché la rifondazione della politica non si fa mettendo insieme pezzettini che in Sicilia si alleano con Miccichè e Cuffaro, poi con i 5 Stelle… non me ne frega niente, di Renzi non me ne frega niente. Di questo centro come fritto misto che una volta va a destra e una a sinistra a seconda di che posto gli danno mi fa orrore”.

Renzi, ribadisce Calenda, “è uno che dice ‘non sto con i 5 Stelle’ ma si è alleato alla ultime amministrative in 22 comuni con i 5 Stelle, dice A e fa B, di lui non me ne importa niente. Noi siamo un paese malato perché discute solo delle persone, e a me delle persone non me ne frega niente. Renzi faccia quello che gli pare, vada in Arabia Saudita, faccia il centro con Toti, Brugnaro, suo zio, suo cugino e suo papà… noi facciamo un lavoro diverso. Facciamo quello che abbiamo fatto a Roma: progetti seri, proposte serie”.

E alla domanda sulla sovrapposizione delle proposte politiche per gli elettori di centro, Calenda replica: “Non esiste questa cosa dello spazio, è una visione vecchissima della politica, è la ragione per cui la gente non va a votare. A me questa cosa mi fa orrore, se avessi voluto fare un calcolo politico sarei rimasto nel Pd quando si sono alleati con i 5 Stelle e avrei fatto il ministro e poi il candidato sindaco di Roma. Non voglio, non mi interessa fare politica in questo modo. Mi interessa fare come abbiamo fatto a Roma, andando a recuperare i voti sul territorio diventando il primo partito”.

Il leader di Azione liquida poi anche l’esperienza della Leopolda: “Ma chi se ne frega della Leopolda. E’ un gruppo di persone che si incontra una volta l’anno per dirsi che sono i più bravi, i più fighi, i più simpatici, se la suonano e se la cantano… E se quello là gli dice che i 5 Stelle fanno schifo, dicono che fanno schifo, se gli dice che bisogna allearcisi dicono che bisogna allearcisi, se gli dice che il cielo è viola dicono che il cielo è viola… Un setta? Un gruppo di persone che parla solo di quello che dice il loro leader, ma chi se ne frega”.

“Renzi non è all’ascolto perché è a Dubai a fare una conferenza pagata. Non è all’ascolto perché non gli frega niente di ascoltare. E’ in un paese in cui continuano a dargli uno spazio mediatico spropositato mentre lui va a guadagnare dei soldi mentre è pagato dagli italiani. Con un gruppo di parlamentari che gli dice ‘se ci alleiamo con Miccichè va bene, se ci alleiamo con Di Maio va bene lo stesso”, conclude Calenda.

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