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Bonaccini: “Surreale parlare di nome e simbolo, voglio discutere di linea politica”

ROMA – “Un percorso congressuale che si è rivelato troppo lungo, mesi e mesi di congresso ci fanno apparire marziani”. Lo dice Stefano Bonaccini, parlando all’Assemblea del Pd. “Noi ci applaudiamo tra noi – aggiunge – il problema è che ci dovrebbero applaudire gli altri che non ci hanno votato”.

PD. BONACCINI: SURREALE PARLARE DI NOME E SIMBOLO, NON INTERESSA ALLA GENTE

Per il candidato alla Segreteria nazionale del Partito Democratico non bisogna “farsi più trovare intrappolati in discussioni incomprensibili come quelle sul nome e sul simbolo dl Pd. Me lo chiedono solo i giornalisti, non ho trovato cittadini delusi o elettori che si pongono la questione di cambiare nome, ci chiedono di cambiare politiche e tornare a parlare con la base. Non ho tabù sul nome e sul simbolo ma trovo surreale discutere del nome e non dei contenuti”, ha spiegato Bonaccini. “Posto che a me il nome e il simbolo del Pd, come il manifesto dei valori del 2007 – aggiunge – piacciono e li trovo ancora attuali, voglio discutere con i nostri iscritti della nostra linea politica. Noi invece discutiamo di nomi e cognomi, siamo un partito che ha discusso per troppo della classe dirigente”.

BONACCINI: GRAZIE A LETTA PER LAVORO SVOLTO, BENTORNATI AMICI ART.1

Poi, il Presidente della Regione Emilia-Romagna si rivolge a Letta: “Grazie Enrico per la relazione svolta oggi e grazie per il lavoro che hai svolto in questi mesi complicati quando immagino che la tentazione fosse un’altra. Grazie per il documento di oggi ma se ci limitassimo a questo sarebbe poca cosa. Agli amici di Art.1 dico ‘Bentornati’, ma se fossero gli unici a tornare sarebbe poca cosa. La Costituente dobbiamo aprirla dopo, tenerla aperta per richiamare quei milioni di persone che se ne sono andati o hanno votato a destra. Io ne conosco nella mia Regione, donne e uomini che non solo si sono astenuti ma che la penultima volta hanno votato Salvini e l’ultima Meloni”.

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PD. BONACCINI: TORNARE IN CAMPO A VOCAZIONE MAGGIORITARIA, NON È AUTOSUFFIENZA

Bonaccini spiega: “Abbiamo la necessità di avere un Pd pienamente in campo. Dobbiamo tornare il prima possibile maggioranza nel Paese, anche collaborando con chi è al Governo. A noi serve un Partito democratico che torni a fare il Partito democratico, un grande partito popolare che è il contrario di populista, che recuperi la vocazione maggioritaria, che non significa fare da soli, non è l’autosufficienza, ma vuole dire rivolgersi a tutto il Paese senza regalare i voti di sinistra al M5S e quelli dei moderati al Terzo Polo. Andiamoci a riprendere i voti che abbiamo perso. Le alleanza le facciamo certo, ma da una posizione di forza e non di subalternità”. E aggiunge: “Vorrei dire ai nostri amici dei 5 stelle e del Terzo polo che hanno perso le elezioni anche loro, tanto e più di noi. E se cominciassero a fare un pò più opposizione anche loro al Governo Meloni anziché al Pd, forse cominceremmo a costruire le condizioni di un’idea di alternativa”. Bonaccini conclude: “Costruiamo insieme un Pd più grande e più forte, un partito di governo che anche dall’opposizione sappia mettere in campo delle controproposte alternative. Io ho fatto un passo in avanti ma serve il contributo di tutti”.

LAVORO. BONACCINI: RACCOGLIEREMO FIRME PER DDL POPOLARE SU SALARIO MINIMO

“Un partito popolare riprende la proposta di salario minimo e la porta fra la gente per raccogliere le firme per una legge di iniziativa popolare”, ha detto.
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